Due presidenti, due visioni dell’UE

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Sono giorni per l’Unione Europea di messaggi di sapore drammatico, in attesa di una sua decisione in risposta alla crisi energetica. Tra i tanti, due interventi dei giorni scorsi raccontano di stili diversi e di diversa correttezza istituzionale. 

Ci riferiamo al messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Forum Ambrosetti di Cernobbio e di quello del Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nei confronti della Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. 

Cominciamo da quest’ultimo, passato quasi inosservato e destinato a non rimanere nella storia, ma significativo di quanto complesso sia il percorso decisionale nell’UE, segnato da conflitti ricorrenti, e quanto se ne possa approfittare per il rimpallo delle responsabilità. In estrema sintesi, Charles Michel, ha addebitato alla Commissione europea il ritardo a proposito di una risposta comunitaria alla crisi energetica, ricordandole che ad essa spetta il dovere di iniziativa e dimenticando che al Consiglio UE spetta la decisione. 

Nella estrema difficoltà del momento è giusto sollecitare tutte le Istituzioni europee ad adempiere ai loro doveri, ma è anche comprensibile che la Commissione abbia impiegato del tempo a formulare proposte, la cui complessità tecnica non dovrebbe sfuggire a chi conosce l’argomento. Se poi a questa difficoltà si aggiunge la memoria, che non manca alla Commissione, di quanto sul tema energetico il Consiglio europeo dei Capi di Stato e di governo e il Consiglio dei ministri abbiano frapposto mille ostacoli e messo in evidenza la frammentazione degli interessi nazionali, come in particolare si è visto nel caso di Germania e Olanda, allora le responsabilità vanno almeno distribuite equamente.

Cosciente di queste complessità e di questa divergenza di interessi il Presidente Mattarella, il cui messaggio pur non risparmiando toni severi, si esprime con diversa correttezza istituzionale, chiamando tutti gli attori dell’Unione Europea alla corresponsabilità, senza necessariamente denunciandone alcuno in modo specifico. Il che non gli impedisce di scrivere che “Il vertiginoso innalzamento dei prezzi dell’energia, favorito anche da meccanismi irragionevoli e da squilibri interni tra i Paesi europei, costituisce uno dei nodi più critici del momento attuale” e aggiunge: “Nel liberarsi dalla dipendenza russa per le fonti di energia, l’Europa è chiamata, ancora una volta, a compiere un salto in avanti in determinazione politica, integrazione e innovazione”. E Mattarella conclude che occorre continuare sulla strada della “puntuale attuazione dei Piani nazionali di ripresa e resilienza [per l’Italia il PNRR] che ogni Paese è chiamato a realizzare…Occorre continuare su questa strada, legando lo spirito del Green Deal e del Next Generation EU a un’Europa cosciente del proprio ruolo e delle proprie responsabilità”.

E “responsabilità” è la parola-chiave del messaggio del Presidente: la responsabilità di procedere sulla strada dell’integrazione europea da parte di tutte le Istituzioni comunitarie e dei Paesi membri, tra i quali anche l’Italia, dove una sgangherata campagna elettorale spinge spesso le forze politiche in competizione ad assolversi dalla propria irresponsabilità, come nel caso di promesse irrealizzabili che, se mai mai si tentasse di realizzarle, metterebbero in pericolo la stabilità dell’Italia e anche dell’Unione Europea. E’ il caso, tra l’altro, di chi insiste su una demagogica richiesta di “scostamento di bilancio” fingendo di dimenticare il macigno del debito pubblico italiano, destinato a rotolare e a travolgere le nuove generazioni, oggi ancora troppo poco consapevoli del pericolo che corrono.

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