Droghe: in aumento l’uso di cocaina e la vendita on line

Se la cannabis resta la sostanza stupefacente più consumata nell’UE, aumenta sensibilmente il consumo di cocaina in Europa occidentale e meridionale, mentre nei Paesi settentrionali, centrali e orientali (soprattutto nei nuovi Stati membri) le anfetamine restano di gran lunga la sostanza stimolante prevalente.
àˆ quanto emerge dal Rapporto annuale 2008 pubblicato dall’Osservatorio europeo delle droghe e tossicodipendenze (European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction – EMCDDA), secondo cui a fronte di una certa stabilizzazione del fenomeno, se non addirittura una flessione, nell’uso di anfetamine ed ecstasy, si registra un aumento costante del consumo di cocaina, pur se in un numero ristretto di Paesi.
I dati raccolti dall’EMCDDA mostrano che quasi un quarto di tutti gli europei, pari a circa 71 milioni (15-64 anni), ha fatto uso di cannabis almeno una volta nella vita, circa 12 milioni hanno fatto uso di cocaina, 11 milioni circa hanno usato anfetamine e 9,5 milioni l’ecstasy. Per quanto riguarda perಠsolo l’ultimo anno analizzato, il consumo di cannabis ha riguardato circa 23 milioni di persone (7%), 3,5 milioni i consumatori di cocaina (1,5 milioni nell’ultimo mese preso in esame), 2,5 milioni hanno usato ecstasy e circa 2 milioni le anfetamine.
Per quanto concerne in particolare il consumo di cocaina, 7 Paesi segnalano una tendenza all’aumento nell’ultimo anno, mentre in Paesi «ad alta prevalenza» quali Danimarca, Spagna, Irlanda, Italia e Regno Unito, i dati relativi all’ultimo anno tra i giovani adulti oscillano dal 3% al 5,5%. Si conferma inoltre la tendenza all’aumento delle richieste di trattamento per problemi di tossicodipendenza legati alla cocaina: tra il 2002 e il 2006, il numero di casi in Europa di nuovi pazienti che hanno richiesto tale trattamento è passato da circa 13 000 a quasi 30 000, mentre nel 2006 l’EMCDDA ha registrato circa 500 decessi associati all’uso di cocaina.
Il Rapporto segnala poi un’evoluzione del mercato europeo dell’offerta di stupefacenti: la sempre maggiore rilevanza della produzione interna di cannabis; il numero accresciuto di casi di diversione di oppiacei sintetici e produzione clandestina; un mercato on line in piena espansione che promuove «sballo legale» e prodotti medicinali (oltre 200 sostanze psicoattive vendute on line in Europa); l’impatto ambientale della produzione di droghe sintetiche; aumento del traffico di cocaina attraverso l’Africa occidentale «in concomitanza con l’impegno profuso dalla comunità   internazionale a sostegno della regione».
Il quadro sempre più frammentato del mercato suggerisce di adottare un «approccio olistico» alle sostanze stimolanti anzichà© concentrarsi su sostanze singole, osserva l’EMCDDA: «Sussiste infatti il rischio potenziale che i benefici ottenuti riducendo la disponibilità   di una sostanza semplicemente inducano i consumatori a orientarsi verso un’altra».

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