Diari d’Europa #39 – Polonia, voglia sospetta di democrazia

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Polonia, voglia sospetta di democrazia

Può capitare di questi tempi di assistere a miracoli, ma prima di crederci è bene andare a vedere da vicino. Soprattutto se il miracolo interessa la politica, più ancora se in un Paese come la Polonia che da tempo è sotto i riflettori dell’Unione Europea per la disinvoltura con cui maneggia lo Stato di diritto, ormai in stato di rovescio.
Ne hanno fatto le spese magistratura e libera informazione, ma adesso il regime – uno di quelli tanto amati anche dai sovranisti nostrani – sembra pronto a riscattarsi. E così non esita a precipitare elezioni presidenziali che coronavirus, buon senso e messe in guardia internazionali spingono a rinviare, ma che restano in programma per il prossimo 10 maggio, affidate a un improvvisato voto per corrispondenza per blindare la maggioranza in carica, senza garanzia di correttezza per i risultati.
Tanta è la voglia di democrazia per chi non era più abituato a praticarla: un esempio che si spera non seduca altri nella ancora democratica Unione Europea.

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Franco Chittolina
Vicepresidente di APICEUROPA, ha lavorato per 25 anni a Bruxelles presso le Istituzioni europee (Consiglio dei ministri prima e Commissione poi), impegnandosi per il dialogo tra le Istituzioni comunitarie e la società civile. Dal 2005 lavora in Italia per portare l’Europa sul territorio piemontese, in particolare nella provincia di Cuneo.

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