Conferenza sul futuro dell’Europa: le posizioni del Consiglio europeo

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Il Consiglio europeo ha ufficializzato le proprie conclusioni in merito alla Conferenza sul futuro dell’Europa, il programma di consultazione della cittadinanza proposto dalla Commissione e dal Parlamento europeo negli ultimi mesi del 2019 allo scopo di coinvolgere i cittadini europei nella costruzione dell’Unione di domani. La Conferenza, nelle intenzioni dei proponenti, avrebbe dovuto prendere il via lo scorso maggio ma l’iter per la sua definizione è stato interrotto a causa dell’epidemia di coronavirus.

Il Consiglio ha riconosciuto l’importanza di avviare i lavori della Conferenza quanto prima, affiancando ai dibattiti in presenza – organizzati a livello nazionale e regionale – l’attivazione di apposite piattaforme digitali in grado di ovviare alle restrizioni imposte dalle misure precauzionali anti-coronavirus. Per accelerare i tempi di avvio, si suggerisce il ricorso ai modelli già sperimentati nell’ambito dei Dialoghi con i cittadini che hanno contribuito alla definizione dell’Agenda strategica UE 2019-2024.

Per quanto concerne le priorità da trattare, il Consiglio ritiene opportuno focalizzare l’attenzione dei partecipanti sullo sviluppo delle politiche UE a medio-lungo termine – incluse le misure da adottare per far fronte alle ripercussioni della crisi da coronavirus – e su materie trasversali quali, ad esempio, gli strumenti più efficaci per il conseguimento degli obiettivi precedentemente individuati.

In merito all’assetto istituzionale, il Consiglio propone pari ruolo e dignità per sé, la Commissione e il Parlamento – chiamati a nominare congiuntamente un coordinatore indipendente della Conferenza – nonché il coinvolgimento dei parlamenti nazionali.

Molto cauta (e poco ambiziosa) – com’era lecito attendersi – la posizione in merito alla portata riformista, a livello politico-istituzionale, delle conclusioni della Conferenza: il Consiglio sottolinea infatti come queste non integrino i requisiti necessari per poter condurre direttamente ad una proposta di riforma dei trattati, ritenendo invece opportuno farle confluire in un report da presentarsi al Consiglio europeo nel 2022, all’esecuzione del quale le istituzioni dell’Unione dovrebbero in seguito attenersi “alla luce degli orientamenti ricevuti dai leader dell’Unione”.

Per approfondire: il comunicato del Consiglio europeo

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