Clima ed energia uniscono l’Europa

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Dopo un 2006 segnato da momenti critici ma anche da qualche rilevante documento indice una ritrovata compattezza europea, il 2007 si è aperto con forti rischi per gli approvvigionamenti energetici: le difficili e talvolta conflittuali trattative tra Russia e Bielorussia hanno riportato alla luce i vecchi timori.
In questo contesto la Commissione europea ha presentato il 10 gennaio scorso un documento sulla politica energetica che sarebbe stato discusso al Vertice dei Capi di Stato e di Governo del marzo successivo.
Come garantire all’Europa un’energia competitiva e pulita in un contesto caratterizzato da cambiamenti climatici, dal rialzo della domanda mondiale di energia e dall’incertezza dei rifornimenti futuri?
In primo luogo viene sottolineata la necessità   di combattere i cambiamenti climatici, riducendo progressivamente le emissioni di gas serra derivanti dal consumo di energia. Inoltre, si definisce come priorità   la promozione di occupazione e la crescita sostenibile, con basse emissioni e l’aumento degli investimenti tecnologici e gli incentivi alla produzione di energia locale a basse emissioni. Infine, si punta sulla riduzione della vulnerabilità   esterna della UE sul piano delle forniture attraverso la creazione di un mercato energetico comunitario più competitivo.
Per raggiungere tutti questi obiettivi, la Commissione propone una serie di misure e di strumenti concreti: una relazione sull’attuazione del mercato interno del gas e dell’elettricità   negli Stati membri; la pubblicazione dei risultati di un’inchiesta sullo stato della concorrenza in questi due settori; un piano per la rete europea dell’elettricità   e del gas; la formulazione di proposte per la produzione di energia sostenibile da combustibili fossili; una roadmap per le energie rinnovabili; un’analisi della situazione dell’energia nucleare in Europa; un programma di lavoro per un futuro Piano strategico europeo per le tecnologie energetiche.
I Capi di Stato e di governo che a marzo si sono riuniti per il tradizionale vertice di primavera hanno trovato sul loro tavolo tutte queste proposte e con decisioni che da più parti sono state definite sorprendenti hanno, di fatto seguito e assecondato l’esecutivo guidato da Barroso.
Gli Stati membri si sono reciprocamente impegnati, sotto la stretta sorveglianza della Commissione, a ridurre i gas serra (-20% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020); a fare in modo che i biocarburanti rappresentino nel 2020 il 10% del totale dei combustibili da trasporto e a risparmiare il 20% dell’attuale consumo totale di energia.
A distanza di qualche tempo, da questi documenti si sono registrati fatti nuovi, reazioni e segnali: la Commissione ha in diverse occasioni ribadito: il suo sostegno all’oleodotto Costanza Trieste; una certa inquietudine rispetto alla creazione di un cartello del gas e un orientamento favorevole ad ulteriori misure di liberalizzazione dei mercati energetici.
L’oleodotto Costanza – Trieste (PEOP – Pan Europea Pipeline) che, con una sensibile riduzione dei rischi di inquinamento, permetterà   l’arrivo del petrolio del mare del nord direttamente in Europa è stato definito dal Commissario per l’energia Piebalgs «un buon esempio di cooperazione rafforzata tra gli Stati membri della Comunità   dell’energia.
L’ipotesi di «cartello del gas» ha invece fatto capolino in occasione di una visita del premier russo in Quatar; il cartello, ha detto Piebalgs, determinerebbe una perdita di fiducia dei consumatori nella trasparenza del mercato. Non ci sono le condizioni perchà© il cartello si costituisca in tempi rapidi ma, ha detto ancora il Commissario all’ambiente, la Commissione seguirà   molto da vicino l’evolversi della vicenda.
E’ sulla trasparenza del mercato che l’Europa deve profondere tutto il suo impegno, anche con un pacchetto legislativo che consenta di arrivare alla separazione di produzione e trasporto di gas ed energia.
Dal Parlamento, invece si sono levate voci critiche nei confronti delle conclusioni del Consiglio europeo (poco vincolanti dal punto di vista delle sanzioni in caso di non raggiungimento degli obiettivi) ma anche un impegno concreto con l’istituzione di una commissione di lavoro sul clima che non avrà   compiti legislativi (il tema dei cambiamenti climatici non riguarda un solo comparto economico, ma e’ trasversale a tutte le attività   umane e che solo un approccio intersettoriale puಠinvestire il fenomeno in tutta la sua complessità  ) ma rappresenta comunque un segnale significativo e importante verso la costruzione di una politica comune e di uno sforzo condiviso
Altre reazioni arrivano, infine, dal mondo industriale dell’energia verde e da alcuni esponenti della società   civile ambientalista Alla soddisfazione per i risultati raggiunti si aggiungono richieste di chiarimenti e precisazioni in merito alla proporzionalità   risorse/obiettivi o alla stabilità   futura del quadro legislativo per le energie rinnovabili o, ancora, all’accessibilità   dei mercati o ancora sulla delicata e complessa questione dell’energia nucleare.

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