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Adriana Longoni

Adriana Longoni
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Tra i fondatori di APICE e a lungo vicepresidente, ha lavorato per molti anni nelle Istituzioni europee coordinando i progetti nell'ambito della cooperazione allo sviluppo e della politica di vicinato, in Guinea Conakry prima e in Caucaso poi. Gestisce l’Antenna di Bruxelles dell’Associazione.

Toni tesi fra Turchia e Stati Uniti

Continuano a creare disorientamento e perplessità le dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti sul ritiro delle sue truppe dalla #Siria. Sebbene non del tutto inaspettata, visto che aveva già “cinguettato” questa intenzione nell’aprile scorso, suscitando preoccupate reazioni da parte dello stesso Pentagono, la decisione di Trump irrompe sulla scena mediorientale come un fulmine a ciel sereno. #editoriale

“Il Mondo rinnovabile – Come l’energia pulita può cambiare l’economia, la politica e la...

“Il Mondo rinnovabile” è un libro che guarda ai prossimi trent’anni, essenziale per capire e accompagnare il grande cambiamento economico, sociale e culturale in corso e destinato ad approdare, cosi’ si spera, ad un mondo rinnovabile. #invitiallalettura

Al via l’anno nuovo

Dopo un bilancio non proprio entusiasmante dell’anno passato, vale la pena dare uno sguardo al futuro, agli appuntamenti politici, alle speranze e alle inquietudini che già si intravedono per il #2019, ai confini dell’Europa e oltre. #editoriale

Buon Anno all’ONU

"Scrivo a Lei questa mia lettera di auguri perché Lei rappresenta l’ONU, l’Organizzazione delle Nazioni Unite, un attore politico mondiale importante e indispensabile, un orizzonte di pace e di democrazia. In un mondo che evolve a grande velocità, attraversato da tentazioni sovraniste sempre più forti e da una crescente freddezza nei confronti del multilateralismo, appare sempre più importante e urgente salvaguardare il ruolo della sua Organizzazione, vale a dire quello del dialogo, del negoziato e della mediazione fra tutti gli Stati aderenti" #editoriale

Addio 2018, anno di poche speranze per il futuro

Il #2018 se ne va, lasciando dietro di sé tanti scenari aperti sullo scacchiere internazionale. Sono scenari che segnano in modo esplicito importanti cambiamenti in corso e sui quali, almeno nella maggior parte dei casi, pendono inquietanti interrogativi sulle prospettive di evoluzione. #editoriale

Da Katovice poche buone notizie per il Pianeta.

Si è conclusa il 15 dicembre, dopo due settimane di negoziati fra 196 Paesi, la #COP24 di Katowice. Vista l’urgenza di affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici, non si puo’ dire che il risultato della Conferenza sia stato un successo, dato che ha raggiunto solo uno dei due principali obiettivi iscritti all’ordine del giorno. #editoriale #ambiente

Le paure del Global Compact sulle Migrazioni

Adottato il giorno stesso della celebrazione dei 70 anni della Dichiarazione Universale dei diritti umani, il Global Compact è stato più che mai oggetto, da parte di molti Paesi, di dubbie  interpretazioni, di paure e di rifiuti. Segno dei tempi incerti che viviamo, le migrazioni rappresentano, per quelle forze nazionaliste e populiste che emergono, il fenomeno da contrastare e combattere, da fermare con muri e frontiere, da ignorare nella sua drammaticità. #editoriale #GCM

La Dichiarazione universale dei diritti umani compie 70 anni

La Dichiarazione universale dei diritti umani, che non ha perduto nulla della sua importanza e della sua pertinenza, festeggia i suoi 70 anni in un contesto mondiale preoccupante, carico di tanti conflitti e di  gravi violazioni dei quei #diritti universalmente proclamati. #editoriale

COP 24: Appuntamento per il clima a Katowice

La COP 24 si riunisce dal 2 al 14 dicembre a Katowice, in Polonia, in un contesto in cui l’allarme lanciato per il #clima è ormai ai massimi livelli ed è sotto gli occhi di tutti l’inarrestabile surriscaldamento del pianeta e le sue tragiche conseguenze. #editoriale #COP24

La pace fra timori e speranze ai confini dell’Europa: dalla Libia allo Yemen

Il 12 e 13 novembre scorso si è tenuta a Palermo una Conferenza sulla #Libia, con l’obiettivo di tracciare prudenti percorsi di dialogo e di pace fra i vari attori che da anni si affrontano in intensi conflitti, precipitando il Paese in profonde divisioni e turbolenze politiche. L’annuncio di un’altra Conferenza per la pace è giunto proprio in questi giorni per quanto riguarda lo #Yemen, un altro Paese sotto i riflettori per la violenta guerra in corso che sta causando migliaia di vittime e una situazione umanitaria catastrofica nell’intero Paese. #editoriale

La pace, tra commemorazioni e nuove divisioni

E’ stato, a Parigi, un 11 novembre di grandi commemorazioni per il centenario della fine della prima guerra europea e mondiale, conclusasi con la firma di un armistizio  che lasciava dietro di sé quattro anni di massacri e conteneva già il presagio di una guerra futura. #editoriale

Nucleare fra pace e guerra

Firmato in un clima di guerra fredda che sembrava avviarsi al tramonto e annunciare un periodo di distensione e di equilibrio fra Est e Ovest, il Trattato #INF aveva una evidente portata storica ed emblematica durata fino ai giorni nostri. #nucleare

Prende il via “The European Balcony Project”

Per la prima volta nella storia della costruzione europea, cittadini di tutto il continente si riuniranno nello stesso momento – il 10 novembre alle 16.00 – per avviare un vasto dibattito sulla democrazia europea e sul senso della cittadinanza europea. #europeanbalconies

Kashoggi, la libertà d’espressione nella polveriera mediorientale

L’assassinio di Jamal #Khashoggi sembra aver scosso le sensibilità dell’intera comunità internazionale e non solo quelle dei responsabili politici, ma anche quelle del mondo degli affari e dei grandi interessi economici. #editoriale

Clima: il grave ultimo allarme degli esperti

A tre anni di distanza dall’Accordo di Parigi sul #clima, il gruppo di esperti dell’IPCC (Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici) ha presentato, su specifica richiesta dei firmatari dell’Accordo stesso, il rapporto speciale sugli effetti del surriscaldamento globale del Pianeta: oltre ad essere un ennesimo campanello d’allarme, mette in scena gli effetti devastanti di un #surriscaldamento di 1,5°C e 2°C delle temperature mondiali rispetto ai livelli preindustriali. #editoriale #ambiente

I responsabili politici del mondo riuniti all’Assemblea generale dell’ONU

Si è conclusa il primo ottobre scorso la settimana della 73ma sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, appuntamento di discussioni e incontri dei responsabili politici di quasi tutti i Paesi del mondo. Un appuntamento iniziato sotto la Presidenza di Maria Fernanda Espinosa Garcès, Ministro degli Esteri ecuadoriana, quarta donna ad assumere questo ruolo all'ONU e prima donna in assoluto proveniente da un Paese del Sudamerica. #editoriale

Migranti sempre più in balia del Mare

La tenace e ormai solitaria presenza della nave “Aquarius” nel mar Mediterraneo volta a mettere in salvo migranti, rifugiati e richiedenti asilo in fuga, sembra destinata a scomparire. Il violento  braccio di ferro, avvenuto nella notte fra il 23 e il 24 settembre, con la guardia costiera libica che voleva ad ogni costo riportare a Tripoli i 57 migranti tratti in salvo dalla nave umanitaria, ha forse segnato la fine della missione di SOS Mediterrannée e di Medici senza frontiere. #editoriale

Diritti umani, un anniversario in allarme

L’Unione Europea e, al suo interno, l’Italia, hanno garantito settant’anni di pace e di rispetto dei diritti al nostro continente. Un percorso senz’altro difficile ma tenace nel difendere la democrazia e i suoi valori. Ben vengano quindi i campanelli d’allarme, le ispezioni delle Nazioni Unite, perché oggi più che mai l’Europa e i suoi Paesi membri hanno bisogno di rinnovate prospettive di pace e di solidarietà per il futuro e non di inquietanti passi indietro. #editoriale

Dalla Libia in guerra all’Europa in trincea

L’accordo con la #Libia pone tuttavia in evidenza il quesito sulle condizioni di accoglienza dei migranti in transito in Libia e desiderosi di raggiungere l’Europa. Numerosi i rapporti che denunciano le condizioni disumane nei centri di detenzione, dove i migranti vengono trattati come ostaggi dai trafficanti di esseri  umani e dove la tortura, lo stupro e la mancanza di minime e dignitose condizioni di vita sono la regola. #editoriale

Migranti : la fuga degli eritrei

Le cifre aggiornate del Ministero degli Interni ci indicano che, al 24 agosto 2018, sono giunte in Italia 19.526 persone (- 86,95% rispetto al 2017 e - 88,44% rispetto al 2016), mentre più di 1.600 sono morte nel Mar Mediterraneo. Le nazionalità più numerose sono rappresentate dai tunisini e dagli eritrei, che contano per circa il 40% degli immigrati. #immigrazione

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