Applicazione efficace del diritto UE: lo stato dell’arte

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Secondo i dati contenuti nella Relazione annuale 2017 sull’applicazione della normativa UE da parte degli Stati membri, si sono leggermente ridotte le procedure di infrazione che nel 2016 avevano raggiunto il valore più elevato degli ultimi cinque anni.

Nel 2017 il numero di nuove procedure di infrazione per recepimento tardivo è diminuito del 34% (passando da 847 casi nel 2016 a 558 nel 2017), riavvicinandosi al livello del 2015 (543 casi).

Dai dati disaggregati per Stato membro, emerge che i Paesi gravati dal maggior numero di procedure di infrazione per recepimento tardivo sono Belgio, Cipro e il Portogallo mentre i Paesi “virtuosi” sono stati la Danimarca, l’Ungheria e anche l’Italia che, insieme a Spagna e Germania, presentava però il numero più elevato di procedure pendenti per non recepimento o non corretta applicazione della normativa UE.

Sono stati cinque gli Stati membri deferiti alla Corte di giustizia UE con la richiesta di irrogazione di sanzioni pecuniarie: Belgio e Croazia (entrambi con due casi), Slovenia, Slovacchia e Spagna (un caso per ciascuno).

I settori nei quali è stato aperto il maggior numero di casi di infrazione nel 2017 sono stati la mobilità e i trasporti, l’ambiente, la stabilità finanziaria, i mercati dei servizi e dei capitali.

Anche i cittadini, le imprese, le ONG e altri portatori d’interesse possono segnalare presunte violazioni del diritto dell’UE. Nella Relazione 2018 si legge che lo scorso anno, le segnalazioni giunte attraverso il portale UE hanno riguardato soprattutto la giustizia e i diritti dei consumatori, l’occupazione, il mercato unico dell’UE e questioni attinenti al settore industriale e alle PMI.

La Relazione annuale è completata dal “Quadro di valutazione del mercato unico” in cui vengono attribuiti “cartellini” verdi (152 per il 2017) , gialli (135) o rossi (49).

L’attribuzione dei “cartellini” avviene per ambito tematico e a livello di singolo Stato membro, a seconda della performance fatta

registrare nell’applicazione della normativa UE sul mercato unico e sullo Spazio Economico Europeo (SEE).

Gli Stati membri hanno compiuto progressi quanto al riconoscimento delle qualifiche professionali, al recepimento di norme riguardanti il mercato unico e allo sviluppo di strumenti a sostegno del buon funzionamento concreto del mercato unico. Si registrano, invece, passi indietro in tema di commercio transfrontaliero di beni e servizi, equità dei sistemi di appalti pubblici e numero di procedure di infrazione.

Anche nel Quadro di valutazione del mercato unico emergono Paesi virtuosi (Finlandia, Danimarca e Slovacchia) e Paesi gravati da un numero consistente di cartellini rossi (Repubblica Ceca, Irlanda e Grecia).

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