Accordo Schengen al vaglio della Commissione

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La Commissione Europea ha presentato nel settembre 2011 alcune proposte per rafforzare l’efficacia e la legittimità del sistema di Schengen: nella comunicazione Governance Schengen – Rafforzare lo spazio senza controlli alle frontiere interne”, la Commissione aveva già annunciato l’intenzione di presentare, ogni due anni alle istituzioni dell’UE, una panoramica sul funzionamento di Schengen.

Così questa settimana è stata presentata la prima relazione  che ha offerto una panoramica sul funzionamento dello spazio Schengen: essa fornirà la base di una discussione al Parlamento Europeo e al Consiglio, contribuendo al rafforzamento degli orientamenti politici e della cooperazione fra i 26 paesi che fanno parte dello spazio Schengen. La relazione è accompagnata da orientamenti volti a garantire un’interpretazione e attuazione coerente delle questioni affrontate, in uno spirito di solidarietà.

Più di 400 milioni i cittadini europei che possono attualmente circolare senza passaporto nello spazio Schengen che comprende tutti gli Stati membri dell’UE tranne Regno Unito, Irlanda, Romania, Bulgaria e Cipro, più Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein (come Paesi non UE): ogni anno si registrano 1,25 miliardi di viaggi di cittadini europei.

La relazione, redatta con cadenza biannuale, prende ora in esame il periodo che va dal 1° novembre 2011 al 30 aprile  2012 e valuta in particolare i punti seguenti:

  • la situazione alle frontiere esterne Schengen e all’interno dello spazio Schengen, con particolari riferimenti ad alcuni punti critici come la via del Mediterraneo orientale verso la Grecia e attraverso la Turchia;
  • l’applicazione delle norme Schengen.

Pur evidenziando che esistono numerosi margini di miglioramento, nessuna delle valutazioni ha individuato delle carenze urgenti e gravi da giustificare un intervento immediato della Commissione.

 

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