Visita istituzionale di Macron in Spagna: il dibattito con gli studenti sul futuro dell’Europa, della democrazia e dell’IA

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Lo scorso 29 settembre, il Presidente francese Emmanuel Macron è intervenuto come ospite d’onore alla conferenza «Democrazia in Europa nell’era digitale», organizzata dall’Ambasciata di Francia in Spagna in collaborazione con l’Universidad Complutense de Madrid, nell’ambito della sua visita di Stato.

L’evento, rivolto ai giovani universitari, ha riunito 400 studenti che hanno assistito al dibattito moderato dallo scrittore Javier Cercas e dai  giornalisti Clara Jiménez e Fernando Arancón.

Il discorso ha toccato molteplici temi sollecitati dalle domande dei vari interlocutori con l’obiettivo di analizzare la policrisi che il mondo e l’Europa stanno vivendo.

La posizione di Macron rispetto a tutte le tematiche trattate è racchiusa in queste sue parole: «Après la paix et la prospérité, notre Europe doit bâtir sa puissance» («Dopo la pace e la prosperità, la nostra Europa deve costruire la propria potenza»).

L’Europa contemporanea, dopo aver compiuto la propria missione storica di garante della pace e della prosperità interna, deve necessariamente compiere un salto istituzionale ed evolvere in una potenza sovrana, con una propria autonomia strategica lontana dalle influenze dei poteri forti esterni. 

Che si tratti di regolamentare l’implementazione dell’intelligenza artificiale per non dipendere dagli Stati Uniti, o di contenere le pressioni economiche della Cina o ancora di contrastare la disinformazione digitale, la risposta è una sola: riaffermare la capacità dell’Unione di decidere in modo autonomo il proprio destino collettivo.

In quest’ottica, il rafforzamento della sovranità europea passa anche attraverso la capacità di investire nelle risorse che ne determineranno il futuro. Il Presidente ha infatti individuato nei giovani, nell’istruzione e nell’innovazione elementi fondamentali per affrontare le sfide dell’Unione e consolidarne l’autonomia:

«Si tratta di investire nel futuro, nei giovani, nell’istruzione, nell’innovazione e nella risoluzione dei problemi del modello sociale, perché più investiamo nei nostri giovani e promuoviamo l’innovazione, meglio risolveremo tutti questi problemi. Ne sono fermamente convinto».

In merito al tema centrale della conferenza, l’intelligenza artificiale, il capo dell’Eliseo ha dichiarato che per costruire una potenza europea è necessario recuperare il controllo della tecnologia per: «ripristinare l’efficienza collettiva e rigenerare la democrazia».

Anziché subire l’automazione, l’Europa deve accelerare, impiegando l’IA e la robotica come leve per finanziare e rendere più flessibili i propri modelli sociali. Tuttavia, per non ripetere la dipendenza strategica vissuta con i social media americani, l’Unione deve dotarsi di una propria autonoma capacità di calcolo e di elaborazione dei dati. 

Macron ha insistito sul fatto che l’IA possiede una straordinaria potenza realizzativa ma presenta gravi lacune sul piano della gestione democratica; compito della politica e degli amministratori eletti è colmare questo deficit di competenze per evitare che l’innovazione tecnologica si trasformi in una barriera invalicabile tra le società.

Da qui l’invito a stimolare una forte alleanza tra le competenze ingegneristiche e le sensibilità artistiche, alimentando legami di solidarietà e affinità reciproca per rendere il tessuto sociale più coeso. 

Per spiegare questa trasformazione, Macron ha utilizzato una metafora: “La tradizione marittima, la tradizione francese, è dire che il mondo è in gioco, che tutto sia cambiato, che tutto sia magnifico, che bisogna separarsi dalla propria nazione, dal proprio paese, dal proprio popolo, dal proprio sapere, dalla propria identità, dalla propria anima.”

In quest’ottica, il rafforzamento della sovranità europea esige anche una riforma radicale delle risorse economiche comuni: il bilancio dell’Unione Europea non deve limitarsi alla gestione dell’ordinario, ma investire con decisione nel futuro, moltiplicando i programmi di innovazione comune e le infrastrutture strategiche.

Immagine: https://drive.google.com/file/d/1T_9f05lEmkRDEcUpPVtOUD4mbbP0ke4w/view?usp=sharing , https://drive.google.com/file/d/1_NSuUg1IoWPF7n76QXpdVnovNQ6jGZsB/view?usp=sharing

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Caterina Marino
Dal 2022 faccio parte di APICE, realtà a cui mi sono avvicinata grazie a un’esperienza di alternanza scuola-lavoro che mi ha aperto le porte al mondo dell’Unione Europea. Ho partecipato a scambi Erasmus+ e al Corpo Europeo di Solidarietà, esperienze che hanno rafforzato la mia passione per l’Europa e il dialogo interculturale. Attualmente vivo e studio all'estero, frequentando un corso in European Studies.

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