
L’8 maggio 2026 la Commissione UE ha pubblicato due relazioni sull’attuazione della Direttiva sulle sanzioni ai datori di lavoro e della Direttiva sui lavoratori stagionali, con l’obiettivo di rafforzare la tutela dei cittadini di Paesi terzi impiegati nell’UE e contrastare il lavoro irregolare e lo sfruttamento dei migranti.
L’iniziativa rientra nella Strategia europea per la gestione dell’asilo e della migrazione presentata lo scorso gennaio, che individua nella mobilità del lavoro, nella lotta al lavoro illegale e nella protezione dei lavoratori migranti priorità fondamentali per contrastare la migrazione irregolare, garantire una concorrenza leale e rafforzare la coesione sociale.
Stando al rapporto sulla Direttiva sulle sanzioni ai datori di lavoro, nel corso del 2024 gli Stati membri hanno condotto quasi 600 mila ispezioni nei settori ad alto rischio. Le verifiche hanno portato all’individuazione di oltre 28 mila lavoratori migranti impiegati irregolarmente tra il 2023 e il 2024, mentre le sanzioni finanziarie hanno superato i 200 milioni di euro l’anno. La Commissione rileva tuttavia un’applicazione ancora frammentata della Direttiva, con significative lacune in materia di sanzioni, procedimenti giudiziari e raccolta dei dati.
La relazione sulla Direttiva sui lavoratori stagionali conferma invece che il quadro normativo europeo ha contribuito a semplificare i percorsi legali di migrazione e a rafforzare alcuni diritti fondamentali dei lavoratori, tra cui la parità di trattamento, il diritto all’informazione e la possibilità di cambiare datore di lavoro. Persistono però criticità legate all’accesso ad alloggi adeguati e ai meccanismi di monitoraggio e tutela.
Per rafforzare gli strumenti di protezione dei lavoratori migranti, la Commissione ha pubblicato un bando da 10 milioni di euro nell’ambito del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione destinato a progetti di sensibilizzazione, assistenza e cooperazione nei settori più esposti allo sfruttamento.
Nel corso del 2026 la Commissione prevede anche una valutazione complessiva della Direttiva sulle sanzioni ai datori di lavoro, mentre l’Autorità europea del lavoro esaminerà possibili nuovi strumenti per contrastare gli abusi nei confronti dei lavoratori di Paesi terzi.
Per approfondire: Migrant workers and illegal employment












