Bilancio dell’Unione, politica estera, caro-energia e regolamentazione delle piattaforme digitali sono alcuni tra i temi più rilevanti della sessione plenaria di Strasburgo di fine aprile.
In vista degli incombenti negoziati tra istituzioni europee e Stati membri che stabiliranno i fondi dell’Unione per il settennato 2028-34, il Parlamento chiede di incrementare il bilancio a 2 trilioni di euro – circa 200 miliardi in più rispetto alla proposta della Commissione – e di escludervi il rimborso del debito pandemico del Next Generation EU, dilazionandolo nel tempo come recentemente auspicato da Macron.
Una posizione ambiziosa che tuttavia mantiene pressoché inalterata la scarsa potenza fiscale dell’UE (circa l’1.27 % della somma dei Redditi Nazionali Lordi degli Stati membri), in proporzione molto bassa rispetto alle leggi di bilancio nazionali, e che sembra cozzare con la volontà espressa da Germania e Olanda (capofila dei cosiddetti “frugali”) di contenere il bilancio comunitario.
Sulla questione mediorientale, gli eurodeputati hanno discusso con la Commissione una strategia europea per la de-escalation, la riapertura dello stretto di Hormuz e la riduzione della dipendenza da fornitori esterni, in un contesto che l’Agenzia Internazionale dell’Energia ha definito lo shock energetico più grave della storia. Secondo von der Leyen, 500 milioni di euro al giorno sono il costo che l’Europa sta pagando in termini di caro-energia per via della guerra in Iran.
Sempre in tema politica estera, c’è stato parere favorevole sull’istituzione di una Commissione Internazionale che faccia giustizia alle vittime ucraine dell’aggressione russa, e la richiesta di interventi urgenti per la crisi umanitaria in Sudan, segnato da 3 anni di guerra civile, morti e violenze indiscriminate.
È stata inoltre approvata una revisione al sistema di tassazione delle emissioni di CO2 – un disincentivo all’utilizzo di combustibili fossili nell’industria e nelle scelte dei consumatori su riscaldamento e carburanti – che servirebbe a stabilizzare i prezzi dell’energia, evitando picchi di prezzo insostenibili per famiglie e imprese.
Altrettanto degne di nota sono le prese di posizione del Parlamento sul mercato digitale europeo, la protezione degli utenti online, e lo stato di diritto nell’UE nel biennio 2024-25. Gli eurodeputati chiedono un’applicazione più rigorosa del Digital Markets Act (DMA) per scongiurare monopoli del Big Tech, invocano una regolamentazione europea per tutelare gli utenti online da cyberbullismo e altre forme di violenza, ed esprimono preoccupazione per l’indebolimento dello stato di diritto nell’Unione negli ultimi due anni.
Per approfondire: Newsletter sessione plenaria Strasburgo 27-30 aprile 2026, Comunicato stampa su bilancio UE 2028-2034, Strategia UE per Medio Oriente e sicurezza energetica, Dichiarazioni von der Leyen su impatto economico guerra in Iran, Emissioni CO2, stretta UE su volatilità prezzi PE chiede applicazione rigorosa DMA contro pressioni esterne












