Asilo nell’UE: calo delle protezioni e crescente squilibrio tra Stati

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L’Unione europea nel 2025 ha concesso una forma di protezione internazionale a 361.325 richiedenti asilo, dato in marcato calo rispetto all’anno precedente (-18%). Lo rileva l’ Eurostat, che registra un sistema ancora fortemente concentrato solo in pochi Stati membri e segnato da dinamiche divergenti tra gli strumenti di tutela previsti dal diritto europeo e quelli nazionali.

La forma più riconosciuta resta lo status di rifugiato (51%), stabile rispetto al 2024. Cambia decisamente invece la protezione sussidiaria, che risulta dimezzata (-50%), mentre cresce la protezione umanitaria (+11%), dimostrando un maggiore ricorso agli strumenti interni per rispondere a situazioni non pienamente inquadrate nel sistema europeo.

La distribuzione geografica delle decisioni conferma gli squilibri strutturali nella gestione delle domande, infatti tre Paesi da soli raccolgono il 70% di tutte le decisioni favorevoli: Germania (103.360), Spagna (76.210) e Francia (72.930). Una concentrazione non omogenea che mette ancora in discussione la persistente difficoltà dell’UE nel gestire ugualmente gli oneri tra gli Stati membri.

Gli afghani continuano ad essere il gruppo più numeroso tra i beneficiari (27%), seguiti da venezuelani (16%), siriani e ucraini (5%). I tassi di riconoscimento variano notevolmente, nelle decisioni di primo grado raggiungono il 92% per i venezuelani e il 73% per gli afghani, mentre scendono al 13% per i turchi. In appello, invece, i valori più alti riguardano siriani (67%) e afghani (36%).

Lo scenario complessivo mostra un’Europa in cui le domande di protezione restano elevate, ma le risposte sempre più selettive e condizionate dalle scelte politiche nazionali.
Per approfondire: Eurostat

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