Verso l’adesione UE alla Convenzione dei Diritti dell’Uomo


Hanno preso il via i colloqui ufficiali tra i rappresentanti del Consiglio d’Europa e della Commissione Europea per l’adesione dell’Unione Europea alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, al fine di rendere più coerente la tutela dei diritti fondamentali in Europa.
«Oggi è un momento veramente storico. Stiamo predisponendo l’anello mancante del sistema europeo di tutela dei diritti fondamentali, che garantisce coerenza fra gli approcci del Consiglio d’Europa e dell’Unione Europea» ha dichiarato Viviane Reding, commissaria europea per la Giustizia, i Diritti fondamentali, la Cittadinanza e vicepresidente della Commissione, incontrando il segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjørn Jagland.
L’adesione dell’UE alla CEDU porrà l’UE sullo stesso piano dei suoi Stati membri per quanto riguarda il sistema di tutela dei diritti fondamentali, su cui vigila la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con sede a Strasburgo, e permetterà all’UE di farsi sentire nei casi portati davanti a tale Corte. Con l’adesione, l’UE diventerebbe il 48° firmatario della CEDU e avrebbe il proprio giudice alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. L’adesione darà inoltre una nuova possibilità di ricorso ai singoli individui che, esaurite le vie nazionali, potranno adire la Corte Europea in caso di presunte violazioni del diritti fondamentali da parte dell’UE.
L’accordo di adesione dovrà essere ratificato da tutte e 47 le parti contraenti della CEDU, comprese quelle che sono anche Stati membri dell’UE, e le parti si sono impegnate per una rapida e agevole conclusione dei colloqui, affinché l’adesione abbia luogo al più presto.
«La Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo è il riferimento fondamentale per la tutela dei diritti dell’uomo in tutta Europa. Accettando di sottoporre il lavoro delle proprie istituzioni alle stesse norme sui diritti dell’uomo e allo stesso controllo che si applicano a tutte le democrazie europee, l’UE invia un messaggio molto forte: l’Europa sta cambiando e i più influenti e i più potenti sono pronti ad accettare la loro parte di responsabilità perché tale cambiamento avvenga e a sostenerlo» ha osservato il segretario generale del Consiglio d’Europa.

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