Varianti covid: la Commissione europea lancia il piano “HERA Incubator”

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La comunicazione individua specifiche azioni per la lotta alle varianti del SARS-CoV-2

Continuano gli sforzi della Commissione nel contrasto alla pandemia da COVID-19. L’Istituzione europea ha infatti recentemente presentato il piano europeo di preparazione alla difesa biologica contro le varianti da COVID-19. Il documento, dal titolo “HERA incubator”, propone una collaborazione tra ricercatori, aziende di biotecnologie, produttori e autorità pubbliche incentrata su alcune azioni-chiave.

In primo luogo, è necessario proseguire nell’individuazione, nell’analisi e nella valutazione delle varianti del SARS-CoV-2. Lo sviluppo di test specializzati e il sequenziamento genomico di almeno il 5% dei test positivi dovranno essere accompagnati dall’intensificazione della ricerca e dello scambio dei dati sulle varianti. In tale ottica, il lancio della rete per la sperimentazione clinica VACCELERATE – della quale fanno parte attualmente 16 Stati membri e cinque Paesi associati, tra cui Israele e Svizzera – costituirà un elemento fondamentale della strategia UE.

La sfida del COVID-19 impone, inoltre, di velocizzare le procedure di approvazione dei vaccini adattati. Numerose sono le azioni che possono essere implementate a tal fine: dall’adeguamento del quadro normativo in merito alla presentazione dei dati scientifici, all’agevolazione della certificazione di impianti per la produzione fino all’istituzione di un nuovo processo di autorizzazione d’emergenza per vaccini a livello UE.

A ciò deve essere aggiunta la necessità di aumentare a produzione dei vaccini stessi, tra l’altro, grazie a una più stretta collaborazione con – e fra – le aziende produttrici, nonché tramite l’aggiornamento e la stipula di nuovi accordi preliminari di acquisto per vaccini nuovi e adattati. Con riferimento a quest’ultimo aspetto, le aziende dovranno dimostrare la capacità di produrre vaccini nel territorio dell’Unione secondo tempistiche affidabili e, in caso di necessità, l’Unione potrebbe ricorrere anche a fonti di approvvigionamento extra-UE, purché vengano rispettati tutti gli standard di sicurezza.

Lo HERA incubator getta le basi per la preparazione a lungo termine dell’Unione alle emergenze sanitarie. Il riferimento è qui in particolare alla futura Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (HERA), che accentrerà, tra l’altro, competenze in materia di modellizzazione di rischi sanitari, sorveglianza globale, capacità produttiva, ricerca e sviluppo di vaccini e medicinali.

Per ulteriori informazioni: il comunicato della Commissione

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