Una nuova visione per l’inclusione dei rifugiati

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Lo scorso 24 novembre il Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) ha ospitato una conferenza sull’innovazione sociale per l’inclusione dei rifugiati.

In questa sede si sono riuniti oltre 200 imprenditori sociali, associazioni, funzionari pubblici e promotori di iniziative rivolte ai rifugiati provenienti da Europa, Stati Uniti e Canada. In particolare, sono state esplorate le possibilità di esportare e irrobustire ciò che è già stato messo in campo per favorire un’inclusione attiva.

Infatti, alcuni progetti sono già stati implementati e hanno perseguito buoni risultati. Per esempio, From Syria with love è un’impresa sociale nata spontaneamente in Belgio con l’obiettivo di inserire maggiormente le casalinghe siriane nelle comunità locali ed essa, stando alle parole della fondatrice Yara Al Adib, «è riuscita a cambiare la mentalità e il modo in cui le donne siriane sono percepite in Belgio». Un’altra proposta che ha ottenuto un notevole successo è stata CALMSentirsi come a casa») che si è posta lo scopo di creare una rete internazionale capace di creare opportunità sia per i nuovi arrivati ​​che per gli abitanti del posto. Questi ultimi, in particolare, sono stati invitati ad accogliere i rifugiati nella propria abitazione gratuitamente per un periodo compreso fra i tre e i dodici mesi. In Francia, dove è nato il progetto, circa 12.000 persone hanno risposto positivamente all’appello.

L’importanza di queste iniziative è stata più volte sottolineata dagli ospiti, i quali hanno mostrato come, nonostante l’afflusso di migranti pare essersi attenuato negli ultimi mesi, le scelte ora compiute dai responsabili delle politiche in tema di integrazione determineranno il modo in cui le società saranno modellate nei prossimi decenni. In questa azione le istituzioni pubbliche non possono essere lasciate da sole, anche il mondo della società civile può contribuire proattivamente in questo settore.

Un altro aspetto fondamentale per la buona riuscita dei progetti di inclusione, secondo gli ospiti, è il coinvolgimento dei rifugiati fin dalla fase iniziale nella progettazione di servizi che li influenzano direttamente. La ricerca di modelli di finanziamento sostenibili e la creazione di sistemi ad hoc per facilitare il loro ingresso sia nel sistema educativo sia nel mercato del lavoro deve avvenire attraverso una partecipazione attiva dei diretti interessati.

Tuttavia, le singole iniziative difficilmente riusciranno a provocare una trasformazione sistemica in grado di portare verso una società inclusiva e resiliente nel breve periodo. Affinché ciò possa accadere è necessario «passare dalla paura alla speranza», come evidenziato da Eric Young, professore di innovazione sociale presso la Ryerson University del Canada.

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