Un nuovo “Piano Marshall”, ma europeo

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Si parla molto in questi giorni della necessità e urgenza di un nuovo “Piano Marshall” per l’Unione Europea: lo fanno non solo i media ma anche, con qualche approssimazione, le diverse Autorità europee e nazionali, con riferimento all’iniziativa degli Stati Uniti d’America all’indomani della fine della Seconda guerra mondiale. Al di là della forza evocativa di quell’importante evento per la storia del continente europeo e nonostante qualche similitudine tra due congiunture economiche e sociali, analoghe per la loro drammaticità, non vanno dimenticate le molte differenze e per il contesto storico poco comparabile e per gli attori in campo allora e adesso.

Quando il “Piano Marshall”, così chiamato dal nome dell’allora Segretario di Stato USA, il generale Georges Marshall, prese avvio nel 1947 per realizzarsi tra il 1948 e il 1952 il mondo era in macerie e tra le potenze vincitrici gli Stati Uniti erano i soli a disporre di un forte potenziale economico, al punto da avere eccedenze da smaltire, trasferite prontamente in Europa e successivamente inserite in un Piano globale che, in quattro anni, mise a disposizione risorse pari a 13 miliardi di dollari (140 miliardi al potere di acquisto attuale), l’87% in doni e il 13% in prestiti. L’obiettivo di venire in soccorso ai Paesi in crisi all’indomani della guerra, tanto ai vincitori che ai vinti, si accompagnava all’esigenza di promuovere una cooperazione intra-europea, grazie all’Organizzazione Europea di Cooperazione Economica (OECE), e di salvaguardarvi il modello liberal-capitalistico a fronte della minaccia di espansione sul continente dell’Unione Sovietica e di forti partiti comunisti, come nel caso di Francia e Italia.

Un quadro politico e economico non comparabile con quello attuale, non solo perché gli USA non sono più i protagonisti di allora, ma anche perché di altro genere sono le “macerie” europee da cui risollevarsi (e anche qui è improprio il ricorrente paragone a una situazione di guerra) e altri sono i giocatori in campo, oltre che gli obiettivi perseguiti con il “Piano per la ripresa” su cui lavora l’UE.

Le “macerie” europee sono di natura prevalentemente economica e sociale, preesistenti alla pandemia e da questa aggravate, e risentono di crescenti squilibri geopolitici, dove vi è chi cercherà di cogliere l’occasione per aggiudicarsi nuovi mercati. Non sono ancora “macerie” politiche, ma potrebbero diventarle per le minacce fatte correre dai nazionalismi nostrani alle democrazie, da tempo in affanno all’interno dell’Europa, senza bisogno di ulteriori minacce in provenienza dall’esterno.

Se di “piano Marshall” si vuole parlare, bisogna quindi riferirsi all’interno del perimetro europeo, senza possibilità di soccorsi esterni e con l’obbligo di trovare per la ripresa risorse proprie dell’Unione, con un contributo di solidarietà – che risponderebbe agli interessi di tutti – da parte delle economie in migliore salute dei Paesi UE e di una disponibilità a futuri sacrifici da parte dei Paesi “beneficiati”. 

Aspettarsi qui che sia la Germania a prendere su di sé il ruolo che, tra il 1948 e il 1952, fu degli USA non è realista, anche se potrebbe avere qualche fondamento tenuto conto, tra l’altro, non solo del sostegno ottenuto alla sua riunificazione nel 1990 e  della sua buona salute economica e finanziaria, ma anche del suo surplus commerciale, dell’importante interscambio che realizza nel mercato unico europeo, senza dimenticare i vantaggi ricavati nel corso della crisi economica esplosa nel 2008.

In attesa che il Consiglio europeo decida sulla proposta di un “Piano per la ripresa”, a complemento delle importanti misure già adottate, sarà bene che la memoria dell’intervento USA si accompagni anche ad una nuova visione di futuro per l’UE, meglio se coraggiosamente “europea”, coerente con i nostri valori di riferimento, evitando domani tanto subordinazioni ai soccorritori che la “ricostruzione” dello stesso modello di sviluppo di cui stiamo pagando oggi gli squilibri, generatori di diseguaglianze tra gli Stati e le persone. 

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