Sviluppo regionale, aumenta lo squilibrio

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Secondo i dati Eurostat del 2003 comparativi dei livelli di PIL procapite nell’Europa a 25, sta aumentando lo scarto tra lo sviluppo delle diverse regioni dell’Unione. Per ovviare a questa situazione, la Conferenza delle regioni periferiche marittime (CRPM) ha proposto una politica di sviluppo più equilibrato del territorio europeo e ha stimato che, se l’Unione Europea vuole ridurre il deficit delle aree periferiche regionali, dovrà   agire sulle politiche di forte impatto territoriale, come quella regionale comunitaria, sullo sviluppo sostenibile, sui trasporti, sull’agricoltura, sulla pesca e sulla ricerca. La CRPM ha evidenziato anche la grande differenza tra le regioni periferiche e quelle appartenenti al «Pentagono» (Londra, Parigi, Milano, Monaco, Amburgo) che rappresentano il 14% del territorio europeo, ma producono il 46% della sua ricchezza.
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