L’Europa lancia la nuova Strategia per la parità di genere 2026-2030

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Il 5 marzo 2026 la Commissione Europea ha ufficialmente adottato la Strategia per la parità di genere 2026-2030. Questo nuovo pacchetto di riforme punta a integrare l’uguaglianza in ogni aspetto della vita quotidiana, sia online che offline, estendendo il raggio d’azione dei precedenti interventi per includere i principi della “Tabella di marcia per i diritti delle donne” approvata dagli Stati membri nel 2025. 

La strategia intende consolidare risultati come la direttiva sulla trasparenza salariale e quella sull’equilibrio di genere nei consigli di amministrazione, affrontando al contempo nuove sfide: violenza digitale di genere, rischi legati all’intelligenza artificiale e diffusione di narrazioni contrarie alla parità.

Un pilastro fondamentale del piano riguarda la salute delle donne, con iniziative inedite condotte in collaborazione con l’OMS e studi specifici sull’impatto socio-economico di condizioni legate al genere, come la menopausa

Parallelamente, l’Europa ambisce ad affermarsi come il contesto più attrattivo a livello globale per ricercatrici e imprenditrici entro il 2030, grazie a un piano d’azione dedicato a ricerca, innovazione e startup. Per contrastare la segregazione occupazionale, alla storica iniziativa “Girls Go STEM” (“Ragazze verso le Scienze”) si affiancherà anche l’approccio “Boys in HEAL”(“Ragazzi nelle Professioni di Cura”) pensato per incoraggiare un numero maggiore di ragazzi e uomini a orientarsi verso i settori dell’istruzione e della sanità.

L’approccio resta intersezionale e punta a coinvolgere anche uomini e ragazzi nel cambiamento verso la parità. La Commissione vuole rendere i finanziamenti UE più attenti alla dimensione di genere, tracciando in modo sistematico le spese dedicate. L’obiettivo è un’Unione dell’uguaglianza in cui tutte le persone possano scegliere liberamente il proprio percorso e partecipare alla leadership della società.
Per approfondire: Gender Equality Strategy

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Caterina Marino
Dal 2022 faccio parte di APICE, realtà a cui mi sono avvicinata grazie a un’esperienza di alternanza scuola-lavoro che mi ha aperto le porte al mondo dell’Unione Europea. Ho partecipato a scambi Erasmus+ e al Corpo Europeo di Solidarietà, esperienze che hanno rafforzato la mia passione per l’Europa e il dialogo interculturale. Attualmente vivo e studio all'estero, frequentando un corso in European Studies.

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