Sonnambuli di tutto il mondo, sveglia!

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Come denunciato dall’ultimo Rapporto del Censis, non è soltanto l’Italia un Paese di sonnambuli ciechi davanti a presagi dagli esiti drammatici, dalla fragilità dell’economia alla paura del clima impazzito (lo teme l’84% degli italiani) fino all’incubo di una terza guerra mondiale. E non è nemmeno la prima volta che la figura dei sonnambuli è stata evocata in Europa: fece il suo debutto con lo storico Christopher Clark, con “I sonnambuli: come l’Europa arrivò alla Grande guerra”, senza che questo servisse da lezione per quella che sarebbe seguita vent’anni  dopo.

Oggi si parla di “Guerra grande”, quella guerra mondiale “a pezzi” che da anni ci ricorda papa Francesco e che progredisce inarrestabile in molte parti del mondo: dai molti conflitti in Africa alla guerra della Russia all’Ucraina e, da un mese, fino all’esplosione del conflitto israelo-palestinese.

Senza contare i conflitti in corso “a bassa intensità” e quelli che covano sotto traccia, come a Taiwan, sperando che nessuno accenda anche quella miccia.

A tutti questi conflitti assistono impotenti i popoli che li subiscono e molti responsabili politici che si aggirano come sonnambuli da un vertice internazionale all’altro senza riuscire a governare e ridurre i conflitti in corso e incapaci di prevenire i molti drammi che si profilano all’orizzonte.

Come nel caso del rischio di collasso che minaccia il Pianeta: a Dubai, negli Emirati arabi uniti, sono riuniti 100mila partecipanti in provenienza da tutti i Paesi del globo. Si ritrovano per la 28ma volta, con pochi risultati in vista mancando il coraggio di affrontare il problema alla radice, in particolare con l’abbandono dell’uso di energie fossili come petrolio e gas.

In Ucraina presto saranno due anni che la guerra moltiplica le vittime, distrugge un Paese senza che si veda uno spiraglio di pace e i governanti su entrambi i fronti sembrano in preda a quel “sonno della ragione che genera mostri” come ci ha ricordato l’opera del pittore Francisco Goya a proposito del conflitto franco-spagnolo di fine ‘700.

In Medio Oriente le pause umanitarie durano lo spazio di qualche giorno prima che riprendano i massacri, mentre la diplomazia di mezzo mondo si muove invano e i responsabili del conflitto stentano a trovare se non qualche apertura di razionalità, almeno qualche briciolo di umanità.

Ma ci sono sonnambuli anche nella tranquilla Unione Europea in cui abbiamo la fortuna di vivere, a patto di non guardare troppo a quello che succede nel resto del mondo e che, prima o poi, interesserà anche noi. Viviamo da sonnambuli noi cittadini che chiudiamo gli occhi sulle povertà che ci circondano, sulle diseguaglianze che crescono, sui migranti che da noi non arrivano per turismo, ma per disperazione, candidati ad essere deportati altrove. E siamo sonnambuli quando imprechiamo contro fenomeni meteo estremi – anche se quelli davvero estremi debbono ancora venire – e poi poco o nulla cambiamo nei nostri stili di vita e di consumi.

E rischiano di presentarsi sonnambuli al prossimo Consiglio europeo, di metà dicembre, i 27 Capi di Stato e di governo quando sul tavolo si troveranno un groviglio di urgenze che non è possibile continuare a rinviare, ma che andranno a sbattere contro interessi contrastanti alimentati da gelosie nazionali, quando non dall’orgoglio senza fondamento di governanti convinti di avere finalmente conquistato la Terra promessa del potere, senza accorgersi che potrebbe invece essere un deserto per la propria celebrata “Nazione” e il presagio del tramonto dello straordinario progetto di integrazione europea: quella che i nostri Padri fondatori sognarono proprio perché non erano sonnambuli. 

1 COMMENTO

  1. Condivido pienamente la preoccupazione, magistrlmente quanto responsabilmente esposta sui s
    Sonnamboli di tutto il mondo.
    Personalmente non posso che farne tesoro e divulgrne i contenuti.
    Grazie Franco. Cordiali saluti.

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