Sondaggio Eurobarometro: gli europei e la scienza

La maggioranza degli europei riconosce l’importanza della scienza e i benefici che apporta, ma molti vedono con preoccupazione i rischi posti dalle nuove tecnologie, il potere che la scienza conferisce agli scienziati e le questioni inerenti i diritti umani.
àˆ quanto emerge da un nuovo sondaggio Eurobarometro, condotto tramite interviste dirette in 32 Paesi europei con l’obiettivo di valutare l’atteggiamento generale dei cittadini europei verso la scienza e la tecnologia e di registrare eventuali evoluzioni significative rispetto al sondaggio del 2005.
In generale, il sondaggio rileva che i cittadini europei sono abbastanza ottimisti per quanto riguarda la scienza e la tecnologia, ma rispetto al 2005 registra un lieve aumento dello scetticismo. Quasi l’80% dei cittadini europei dichiara di essere interessato alle scoperte scientifiche e al progresso tecnologico e più del 70% spera che in futuro i finanziamenti alla ricerca concessi dall’UE aumentino. Solo il 10% ritiene di essere adeguatamente informato riguardo alla scienza, quasi il 60% pensa che gli scienziati dovrebbero impegnarsi maggiormente a comunicare i risultati del proprio lavoro e il 65% ritiene che i governi dovrebbero fare di più per stimolare l’interesse dei giovani nelle questioni scientifiche. Gli europei pensano, inoltre, che i governi dovrebbero incentivare maggiormente la partecipazione delle donne alle attività   scientifiche, cosa che avrebbe conseguenze positive sul progresso della scienza in Europa.
A livello UE i Paesi più informati sono Lussemburgo e Francia (rispettivamente il 79% e 77%) mentre Romania e Bulgaria sono i meno informati (35%). Il 74% dei cittadini pensa che la ricerca finanziata dall’Unione e svolta in collaborazione tra gli Stati membri avrà   un’importanza sempre maggiore e sei europei su dieci pensano che la ricerca in collaborazione sia più creativa e più efficace.
«Il successo della strategia Europa 2020 dipende dalla capacità   della ricerca scientifica all’avanguardia di mantenere la competitività   dell’Europa. Questo implica che i normali cittadini, da parte loro, devono sostenere la scienza e continuare a fare pressione affinchà© i governi e le industrie investano in questo ambito. Questi risultati dimostrano che gli europei sono ampiamente consapevoli dell’importanza della scienza, ma indicano anche che sia i politici, come me, sia gli scienziati devono spiegare meglio cosa fanno e perchà© lo fanno», ha dichiarato Mà ¡ire Geoghegan-Quinn, commissaria per la Ricerca, l’Innovazione e la Scienza.

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