Soccorso in mare: esternalizzazioni e respingimenti

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Il gruppo parlamentare GUE / NGL ha espresso forti critiche nei confronti delle discussioni avvenute in seno al Consiglio Europeo (introdotte dall’Italia) circa la possibile esternalizzazione delle operazioni di salvataggio nel Mediterraneo.

La proposta italiana si riferisce in particolare al recupero dei migranti provenienti dalla Libia. Le operazioni potrebbero essere affidate direttamente ai Paesi vicini (Egitto e Tunisia) che potrebbero pattugliare il mare con il sostegno di risorse europee.

Gli eurodeputati GUE hanno chiesto di porre fine a queste discussioni e di concentrarsi sulle vie legali di accesso all’UE da parte dei richiedenti asilo: affidare l’attività di salvataggio in mare a Paesi terzi, sostengono gli eurodeputati, equivale al respingimento dei rifugiati (contrario ai principi sanciti dai Trattati UE).

La proposta, che risalirebbe ad incontri tra i ministri degli Interni di Italia, Francia e Germania svoltisi a metà marzo, non è ancora stata oggetto di discussioni formali. La Commissione Europea, da parte sua, ha confermato la ricezione di un documento di lavoro italiano che «alimenterà il dibattito in vista della presentazione dell’Agenda europea delle migrazioni» prevista per metà maggio».

Secondo i Parlamentari GUE / NGL, non è in nessun caso accettabile che la risposta offerta ai richiedenti asilo preveda la loro permanenza in Paesi terzi: «non si mette fine alla tragedia dei migranti morti in mare trattenendoli in Libia, Egitto o Tunisia», ha detto l’eurodeputata tedesca Cornelia Erns.

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