Settimo Programma Quadro Ricerca 2007 -2013

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L’iter di approvazione del Settimo programma Quadro Ricerca (il primo per cui è prevista una durata settennale) si è concluso tra il novembre e il dicembre del 2006 quando il Parlamento (30 novembre scorso) ha approvato i dieci rapporti collegati al programma quadro e, successivamente, il Consiglio (18 dicembre 2006) ha confermato gli orientamenti espressi dal Parlamento. Il voto parlamentare fu commentato subito molto positivamente sia in termini di metodo, sia in termini di merito. Si è trattato, infatti di un ottimo esempio di collaborazione interistituzionale, ma anche di un «significativo progresso per la libertà   della ricerca», senza trascurare il consistente aumento di risorse previsto (40%) e l’importanza di due elementi chiave, sottolineati in molti commenti, quali il consiglio europeo per la ricerca e le piattaforme tecnologiche. In sede di Consiglio dei Ministri si è avuta, invece, l’adozione formale del programma 2007 2013 per un ammontare complessivo di 50,5 miliardi di euro ripartiti sui quattro specifici programmi:
1 programma cooperazione: copre i principali progetti di ricerca transnazionali e intende favorire la collaborazione tra università  , industria, centri di ricerca e autorità   pubbliche. Oltre che la cooperazione all’interno degli Stati membri dell’Ue, è prevista anche la cooperazione con Paesi terzi. Tale programma è suddiviso in 9 tematiche: ai 7 temi introdotti dal Sesto Programma Quadro (Società   dell’informazione, Salute, Trasporto, Nanoscienza-Nanotecnologie-Materiali e Nuove tecnologie di produzione, Energia, Ambiente, Cibo-Agricoltura e Biotecnologia, Scienze socio-economiche e umane), il Settimo aggiunge infatti due nuovi temi di ricerca: Sicurezza e Spazio. Particolare attenzione è posta ai progetti volti a sviluppare le piattaforme tecnologiche, attraverso le cosiddette «Iniziative tecnologiche congiunte», che intendono costruire partenariati pubblici-privati di lungo termine. (Dotazione 2007 – 2013: 32 miliardi di euro).
Il programma idee prevede la creazione del Consiglio Europeo della Ricerca, il quale mira a stimolare la creatività   e l’eccellenza nella ricerca e a favorire la competizione ed il confronto tra squadre di ricercatori a livello europeo. Particolare attenzione è rivolta alla ricerca scientifica «di base» o «di frontiera» in ogni settore, compreso quello delle Scienze umane. (Dotazione 2007 – 2013 7,4 miliardi di euro).
Il programma persone è rivolto principalmente a valorizzare le risorse umane, ossia ricercatori e mondo accademico. Esso finanzia le azioni e iniziative Marie Curie, programma europeo indirizzato a supportare le attività   dei ricercatori e a sviluppare nel migliore dei modi il potenziale umano europeo. Particolare attenzione sarà   dedicata alla mobilità   dei ricercatori tra università   e industria e al rafforzamento delle connessioni tra sistemi nazionali. (Dotazione 2007-2013: 4,7 miliardi di euro)
Il programma capacità   prevede, infine, di rafforzare le infrastrutture di ricerca nelle regioni meno efficienti, il potenziale di ricerca delle Regioni europee e dell’Unione allargata, e di incentivare la ricerca delle PMI. (Dotazione 2007 -2013: 4,2 miliardi di euro ).
Il 15 gennaio scorso si è tenuta la Conferenza di lancio del Programma Quadro (il più lungo di sempre nel settore della ricerca). Nell’occasione Annette Schavan, Ministro tedesco dell’Educazione ha sostenuto che il Programma apre un capitolo nuovo nella politica europea per la ricerca e per l’innovazione; l’ampliamento di budget e di durata temporale offrono opportunità   inattese sia in termini di risorse finanziarie sia in termini di settori di riferimento. Il Settimo Programma Quadro, che ha nel Consiglio Europeo della Ricerca una grande potenzialità   innovatrice e di sviluppo è lo strumento che puಠpermettere di «creare sinergie e reti tra Stati membri, e produrre valore aggiunto europeo»; prevedendo poi uno stretto legame tra ricerca di base e ricerca applicata il Programma apporta un significativo contributo agli obiettivi delineati dalla Strategia di Lisbona: l’economia sarà   forte e dinamica se sarà   forte la ricerca.
Anche il Commissario per la Scienza e la Ricerca Janez Potocnik ha sottolineato che il Settimo Programma Quadro è uno strumento per la crescita economica, precisando, inoltre che gli Stati Membri e gli attori economici devono investire più risorse nella ricerca e annunciando come prioritaria per il prossimo anno l’acquisizione di conoscenze sul concreto funzionamento dell’Area Europea della Ricerca (mobilità   dei ricercatori, progressioni di carriera, apertura d nuove opportunità   nel pubblico e nel privato, accesso alle risorse finanziarie, possibilità   di utilizzo delle infrastrutture più avanzate).
àˆ questa la strada per giungere a ciಠche Potocnik ha definito «Stati Uniti della ricerca», facendo riferimento con questa espressione all’unità   di intenti che deve orientare la Comunità   scientifica europea in direzione della cooperazione, dello sviluppo e del futuro . Da un discorso di così ampio respiro non possono rimanere esclusi temi di fondo di grande importanza, quali il rilancio del processo costituzionale e la riforma del bilancio comunitario di cui il Commissario Potocnik ha ribadito la rilevanza: »non si tratta solo di istituzioni o di denaro ma di vicende che impattano fortemente con il futuro dell’Europa».

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