Rimpatri: appello di ECRE e Amnesty all’Europarlamento

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Il Consiglio europeo per I rifugiati (European Council on Refugees and Exiles – ECRE) e Amnesty International hanno inviato una lettera congiunta a tutti gli eurodeputati chiedendo loro di non approvare i contenuti attuali della proposta di direttiva sui rimpatri degli immigrati.
Il testo della proposta, che dovrebbe essere discusso e votato dall’Assemblea dell’Europarlamento nel corso della plenaria del 4 giugno prossimo o nella settimana che inizia il 16 giugno, secondo ECRE e Amnesty «contiene numerosi provvedimenti fonte di serie preoccupazioni rispetto alla tutela dei diritti fondamentali». Su tutti il periodo della detenzione degli immigrati in attesa di espulsione, previsto fino a 18 mesi per gli adulti ma anche per i minori non accompagnati e per le famiglie con minori, un periodo «eccessivamente lungo, sproporzionato e inaccettabile come standard comune europeo», osservano le due organizzazioni internazionali in sintonia con i molti dubbi espressi sulle politiche di accoglienza dell’UE e con la campagna europea in atto da alcuni mesi contro i contenuti della proposta di direttiva.
Altro elemento molto criticato del testo riguarda l’insufficiente garanzia del principio di ritorno volontario rispetto al rimpatrio forzato: il periodo previsto per il ritorno volontario è di 30 giorni al massimo e puಠessere impedito in caso di «rischio di latitanza» o se la domanda di soggiorno legale è stata respinta perchà© «infondata o fraudolenta». Il divieto di rientro nell’UE per 5 anni, previsto dalla proposta di direttiva, potrebbe inoltre creare ostacoli insormontabili per molte persone che hanno necessità   di tornare negli Stati membri dell’UE in cerca di protezione e ledere il diritto all’integrità   del nucleo familiare.
Problemi di vario genere riguarderebbero anche le persone respinte alle frontiere o intercettate per ingresso irregolare, tutta una serie di problematiche che secondo l’ECRE e Amnesty rischiano di non garantire i diritti fondamentali delle persone e che quindi devono essere esaminate attentamente dal Parlamento europeo prima del voto.

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