Relazione sull’adeguatezza delle pensioni 2018: servono ulteriori misure per evitare esclusione sociale e povertà

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Il 30 aprile la Commissione europea ha pubblicato una relazione sulle misure adottate dagli Stati membri per garantire che le pensioni siano adeguate a mantenere sia uno stile di vita non al di sotto della soglia di povertà, sia un reddito costante tra uomini e donne

Ogni tre anni la Commissione europea e il comitato per la protezione sociale redigono la Relazione sull’adeguatezza delle pensioni prendendo in analisi il tenore di vita delle persone in età avanzata e l’incidenza su di esso del sistema pensionistico; inoltre, attraverso una panoramica delle riforme pensionistiche attuate, la Relazione ha individuato quali sono le principali sfide che gli Stati membri devono fronteggiare, nonché le modalità con cui affrontarle.

Garantire ai pensionati il diritto a vivere dignitosamente è uno dei principi fondamentali su cui si fonda il Pilastro europeo dei diritti sociali e garantire un’adeguatezza della pensione è onere degli Stati membri per prevenire povertà ed esclusione sociale.

Rispetto a dieci anni fa, il numero di pensionati che vivono al di sotto della soglia di povertà è sensibilmente diminuito, anche se un numero sempre più consistente di pensionati prosegue l’attività lavorativa oltre il raggiungimento dell’età pensionabile.

A creare ulteriori situazioni di criticità in tema di pensioni, sono le diversità retributive tra uomini e donne e i lavori atipici rientranti nella cosiddetta Gig-economy che, stante la precarietà e le condizioni sfavorevoli di accesso ai trattamenti pensionistici rischiano di porre questi nuovi lavoratori in situazioni di emergenza-povertà.

Complessivamente la Commissione ha registrato un miglioramento delle condizioni dei pensionati, tuttavia ritiene anche che, per garantire l’adeguatezza delle pensioni sul lungo periodo, è onere degli Stati membri ripensare delle politiche di allungamento della vita lavorativa che siano supportate da iniziative di supporto come l’apprendimento continuativo nel corso della vita, la predisposizione di un ambiente di lavoro che sia sicuro e sano; oppure l’incentivo di proposte di opzioni lavorative flessibili che permettano di combinare la pensione con un reddito da lavoro o, ancora, forme di incentivo che promuovano la posticipazione del pensionamento.

Il Pilastro europeo dei diritti sociali prevede anche forme di correttivi che gli Stati membri dovrebbero adottare nel corso dell’attività lavorativa al fine di eliminare le differenze di genere tra uomini e donne, promuovendo, per esempio, politiche che permettano l’equilibrio tra vita professionale e vita personale, oppure interventi volti a correggere la distribuzione delle responsabilità di assistenza.

Infine, un intervento altrettanto importante riguarda l’estensione della copertura pensionistica ai lavoratori inquadrati con contratti di lavoro atipici e ai lavoratori autonomi.

In conclusione, a seguito dell’adozione della Relazione del 2018 e relative conclusioni strategiche, si attende la definitiva approvazione da parte del consiglio “Occupazione, politica sociale, salute e consumatori” prevista per il mese di giugno 2018, nonché la prossima Relazione 2018 sull’invecchiamento elaborata dal comitato di politica economica, il cui scopo sarà quello di valutare l’impatto della futura spesa pensionistica sulla sostenibilità delle finanze pubbliche.

 

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