Razzismo e intolleranza in crescita in Europa

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Il razzismo e l’intolleranza sono in crescita in Europa: questo quanto emerge dal rapporto annuale sul razzismo, relativo al 2011 e pubblicato nei giorni scorsi dall’ECRI, l’organismo del Consiglio d’Europa incaricato di monitorare i fenomeni di discriminazione razziale, di xenofobia e di intolleranza nei 47 Stati membri.

Il rapporto mette in evidenza come in questo periodo di crisi economica, i tagli al welfare, la diminuzione delle possibilità lavorative, insieme all’accettazione di discorsi xenofobi, ad episodi di intolleranza accompagnati dal crescente consenso accordato a partiti politici con programmi xenofobi, abbiano contribuito a delineare un quadro allarmante in tutti i paesi europei.

“I Paesi europei devono imparare a gestire la diversità o rischieranno di perdere un ricco bacino di persone che possono contribuire anche nel campo economico”: questa la raccomandazione dell’ECRI che sollecita con forza i governi, affinchè adottino una strategia comune per la gestione della diversità, intesa non come minaccia ma come opportunità, continuando a rafforzare il ruolo delle istituzioni nazionali per i diritti umani, anche in questo periodo di crisi economica.

Nel documento viene inoltre sottolineata l’incapacità di alcuni Paesi nel “rispondere all’improvviso afflusso di migranti e di richiedenti asilo provenienti dal Nord Africa durante il 2011”. Il rapporto punta il dito  sugli atteggiamenti da “cultura poliziesca”, in particolare vengono condannate l’eccessiva rapidità e le modalità di rimpatrio, nonchè le condizioni di accoglienza inadatte con cui è stata affrontata l’emergenza.

Il rapporto dell’ECRI pone poi l’attenzione sul web e sui social network, canali sempre più usati per la diffusione di messaggi razzisti e discriminatori verso alcuni gruppi.
Nel ricordare ai governi che la lotta all’intolleranza costituisce un elemento di crescita per tutta la società, il Presidente dell’ECRI, J. Kaltenbach, a sottolineato che ” la lotta al razzismo è essenziale per la costruzione di società più forti. È un’errore ritenere che sia una battaglia sia solo nell’interesse dei gruppi più vulnerabili”.

Il testo completo del rapporto, in lingua inglese, è disponibile cliccando qui

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