Donne del Mediterraneo incontrano il CESE

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Lo scorso 18 settembre, la sessione plenaria del Comitato Economico e Sociale Europeo è stata protagonista di un dibattito con rappresentanti di Paesi dell’area Mediterranea quali Tunisia, Libano e Siria per discutere della situazione economica e sociale delle donne nella regione Euro-Mediterranea.
“Considerando i recenti sviluppi nei Paesi nell’area Mediterranea, i diritti delle donne hanno subito una forte degradazione” ha dichiarato in un intervento il Presidente del CESE Henri Malosse. “Tutto ciò è quanto di più paradossale se si considera che proprio le donne, sempre in prima linea, erano l’anima delle Primavere Arabe”. Malosse conclude affermando che “Ogni violazione dei diritti delle donne è un crimine contro i diritti umani”.
Il CESE, pertanto, in qualità di voce della società civile europea, si è sentito particolarmente toccato da tale problematica, considerandola oggetto di preoccupazione non solamente per le donne stesse, ma per l’intera società civile. Durante la sessione, inoltre, è stato discusso il ruolo che il Comitato Economico e Sociale Europeo dovrà svolgere a tal proposito, il cui punto di partenza sarà l’impegno nel mettere in campo iniziative concrete per sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale e promuovere la parità dei diritti.
Negli ultimi anni, inoltre, il CESE ha ripetutamente denunciato gravi casi di disuguaglianza e violazione dei diritti fondamentali quali: violenza sulle donne, divieto di partecipazione alla vita pubblica, minore retribuzione del proprio lavoro, cattive condizioni lavorative, etc.
In un intervento, la Presidentessa del Comitato Femminile Libanese, Jamal Hermes Gibril, ha dichiarato: “Le donne hanno sofferto a lungo l’emarginazione e la discriminazione nei nostri Paesi. Dopo le Primavere Arabe, non abbiamo conquistato molto per quanto riguarda i nostri diritti: tutti i Paesi ora sono precipitati del caos e noi donne lo stiamo pagando a caro prezzo. Questo, purtroppo, non è il risultato finale che i Paesi occidentali aspettavano, ma frutto delle diverse politiche fallimentari inefficaci”. E aggiunge: “L’Unione Europea e i tutti i responsabili politici nel nostro Paese dovrebbero cooperare per dare una svolta alla situazione attuale, ne abbiamo abbastanza di sogni infranti e cuori spezzati”.
Ma come fare per rafforzare la posizione delle donne?
Innanzitutto è necessario garantire con sicurezza che tutti i loro diritti siano rispettati; ad esempio creando centri per donne vittime di abusi, ma anche incoraggiando sempre più la partecipazione femminile al processo decisionale, oppure fornendo loro la possibilità di usufruire di prestiti per favorire l’occupazione e la partecipazione alla vita economica.
L’obiettivo della comunità internazionale, quindi, è di dimostrare solidarietà mettendo in campo tutti gli strumenti necessari per garantire alle donne tutta la dignità che meritano e di fornire risposte concrete alle loro richieste che, purtroppo, per il momento, non trovano eco nel loro Paese.

di Sofia Dell’oro

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