Rafforzare la cooperazione territoriale in Europa: una sfida per il Comitato delle Regioni

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La rimozione delle barriere e il rafforzamento della cooperazione territoriale tra Stati membri sono diventati sinonimi di integrazione e solidarietà europee

Dal 7 al 10 ottobre, a Bruxelles, si sta svolgendo la Settimana europea delle regioni e delle città, un evento annuale della durata di quattro giorni nel quale le città e le regioni mostrano le proprie capacità di creare crescita e occupazione, implementare la politica di coesione dell’Unione Europea e dimostrare l’importanza del livello locale e regionale per una buona governance europea.

L’evento è stato creato nel 2003, quando il Comitato delle Regioni (CdR) aveva invitato le rappresentanze locali e regionali all’Unione Europea ad aprire contemporaneamente le proprie porte ai visitatori. Un anno dopo, la Direzione generale della Commissione europea per la Politica regionale entrò a far parte di questa iniziativa.

Da allora l’evento è diventato una piattaforma di networking europeo per esperti nello sviluppo regionale e locale. Lo scambio di buone pratiche nello sviluppo economico e nell’inclusione sociale, la cooperazione transfrontaliera, i partenariati pubblico-privato, l’innovazione regionale e lo sviluppo locale guidato dalle comunità sono diventati alcuni degli argomenti trattati.

La Settimana europea delle regioni e delle città e i suoi laboratori, dibattiti e attività di networking sono indirizzati non solo ai membri del Comitato delle Regioni e del Parlamento europeo, ma anche a esperti nazionali del tema, rappresentanti delle aziende private, giornalisti, ricercatori, dottoranti e studenti.

In occasione di tale evento, è opportuno segnalare come sia stato recentemente pubblicato un editoriale sul rafforzamento della cooperazione territoriale in Europa a firma di Karl-Heinz Lambertz, presidente del Comitato delle Regioni, e Francina Armengol, presidente delle Isole Baleari, membro del CdR e presidente dell’Euroregione Pirenei-Mediterraneo.

A loro avviso, la rimozione delle barriere e il rafforzamento della cooperazione territoriale tra Stati membri sono diventati sinonimi di integrazione e solidarietà europee. Considerando che circa un terzo della popolazione dell’Unione Europea è residente in regioni situate lungo i confini interni dell’UE, la cooperazione in aree tematiche quali lo sviluppo sostenibile, i trasporti, la sanità e la cultura è fondamentale per l’integrità del mercato unico e dell’integrazione europea. Politiche e programmi comuni tra due o più regioni appartenenti a differenti Stati membri hanno consentito, infatti, di approfondire i processi integrativi nel continente.

L’Euroregione Pirenei-Mediterraneo, che comprende la Catalogna, le Isole Baleari e l’Occitania, è in tal senso un esempio significativo nella cooperazione regionale. Non solo si occupa di promuovere un’identità politica e culturale condivisa, ma ha altresì lanciato progetti quale Cerdanya, il primo ospedale transfrontaliero in Europa. 

L’Unione Europea sta, inoltre, sviluppando un meccanismo che consentirà alle autorità regionali di firmare un accordo per creare una cooperazione transfrontaliera che acceleri i progetti tra territori di confini. Lambertz e Armengol ritengono che questa e altre misure volte a sostenere tale tipo di cooperazione vadano trattate quali priorità dal Parlamento europeo e della Commissione europea. Vi è, infatti, la convinzione che la globalizzazione, le disuguaglianze, le migrazioni e il cambiamento climatico possano essere affrontati meglio rafforzando la cooperazione territoriale e rendendo di fatto le regioni dei motori capaci di introdurre una crescita sostenibile che possa apportare benefici a tutti i cittadini e a tutte le cittadine dell’Unione Europea.

Per approfondire: il comunicato sulla Settimana europea delle regioni e delle città

L’editoriale di Karl-Heinz Lambertz e Francina Armengol

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