Pubblicato il report 2018 sulla qualità delle acque balneabili

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Ottimo il quadro complessivo (ma l’Italia è fanalino di coda)

È stato recentemente pubblicato il report 2018 sulla qualità delle acque balneabili all’interno dell’Unione europea, il rapporto che illustra i risultati delle analisi condotte in oltre 21831 differenti siti per verificare eventuali contaminazioni da scarichi industriali o liquami zootecnici.

I risultati delle indagini, che da quest’anno vedono coinvolte anche la Svizzera e l’Albania, sono complessivamente positivi: il 95,4% dei siti analizzati soddisfa i requisiti minimi previsti dalla direttiva 2006/7/CE sulla gestione della qualità delle acque di balneazione (in leggero calo rispetto al 96% del 2017), e l’85,1% raggiunge addirittura livelli classificati in termini di “eccellenza”, registrando un aumento dello 0,1% rispetto al dato dell’anno precedente; cala lievemente, inoltre, il numero dei siti nei quali si registrano bassi livelli di qualità dell’acqua, dal 1,4% all’1,3%.

Tra i Paesi con il più elevato tasso di acque balneari di alta qualità, si segnalano Cipro (99.1% dei siti analizzati), Malta (98.9%), Austria (97.3%), e Grecia (97%).

In 7 Paesi tutti i siti analizzati hanno superato la soglia della sufficienza: Cipro, Grecia, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Romania e Slovenia.

Tre i Paesi nei quali si riscontrano prestazioni peggiori: all’ultimo posto l’Italia, detentrice del primato di siti balneari a bassa qualità delle acque (89, ossia l’1,6% di quelli analizzati – in aumento rispetto ai 79 dell’anno precedente), seguita dalla Francia (54 – 1,6%) e dalla Spagna (50 – 2,2%, in aumento rispetto ai 38 del 2017).

Per approfondire: il comunicato della Commissione europea

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