Primio bilancio sul Piano Juncker, mobilitati 76 miliardi

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Lunedì 14 marzo il commissario europeo per la Crescita e gli investimenti Jyrki Katainen ha illustrato, davanti alla commissione per il mercato interno del Parlamento europeo, un primo bilancio riguardo al Piano UE straordinario per gli investimenti, noto più comunemente come Piano Juncker.

Rispetto all’obiettivo iniziale di questa operazione, ovvero mobilitare 315 miliardi nel quadriennio 2015-2018, il commissario ha dichiarato che finora sono stati attirati, grazie ad un effetto leva, 76 miliardi di investimenti aggiuntivi in Europa. Questo ammontare deriva da 56 progetti approvati dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e da 150 approvati dal Fondo europeo per gli investimenti (FEI), sorretti da garanzie pubbliche rispettivamente di 7,2 e 3,4 miliardi, entrambe fornite dal Fondo europeo per gli investimenti strategici (EFSI).

Gli investimenti privati, pari ad un quarto di quelli previsti entro i prossimi due anni, si concentrano in primo luogo sulle energie rinnovabili, applicate nei settori delle infrastrutture digitali e dei trasporti. Proprio per gli effetti positivi che il piano porterebbe a crescita e occupazione, il presidente della Commissione Juncker ha riferito al Parlamento la sua intenzione di proporne la proroga, non rivelando, però, la possibilità o meno di offrire nuove garanzie pubbliche.

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