Poi vennero a prendere noi…

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Una rilettura di Bertolt Brecht per l’Ucraina

Prima si sono presi l’Abkhazia e l’Ossezia del sud e fui contento perché dei georgiani non mi fidavo.

Poi si presero la Crimea e stetti zitto perché dicevano che era loro.

Poi vennero a prendersi il Donbass perché lì parlavano la stessa lingua e non ho reagito.

Poi ammazzarono gli ucraini ma io ero italiano e non rischiavo niente.

Poi vennero a prendere noi e non c’era più nessuno pronto a rischiare per salvarci.

2 COMMENTI

  1. Non mi è piaciuta questa lettura unilaterale della crisi. Noi occidentali non abbiamo nulla da rimproverarci nell’ aver ,come al solito,armato e anticipato una aggressiva difesa contro la Russia? Cosa abbiamo fatto noi Europei per fare crescere e
    condividere una Russia Europea? Armare la Ucraina per ottenere la pace è la rottura definitiva del tempo di pace dell’ Europa. Da ora in poi lo sviluppo e la crescita degli armamenti diventerà la obbiettivo più tragico e importante dell’ Europa. Gli USA saranno per la ennesima volta contenti di aver destabilizzato l’ Europa, umiliato la sua Economia, la sua Autonomia culturale e politica,impedito a noi di costruire ponti di pace nel Mediterraneo, nel Medio Oriente, nell’ Europa Asiatica. A chi serve un Europa così..

    • La ringrazio per il suo messaggio e per i suoi commenti che in parte condivido: ho avuto a più riprese occasione di affrontare questi temi. Ancora recentemente ho scritto che l’Unione Europea è stata “figlia ma non madre della pace” e oggi ne paghiamo le conseguenze. Così come ho criticato l’estensione della NATO verso la frontiera russa verso la quale doveva muovere prima la disarmata Unione Europea.
      Questo non mi impedisce di stare dalla parte dell’ aggredito e di un Paese devastato dalla guerra né di auspicare che l’UE abbia una propria politica estera comune e affermi nei fatti una “autonomia strategica” nelle relazioni internazionali.
      Purtroppo non sarà per domani.

      F.Chittolina

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