Parlamento europeo: il resoconto della seconda plenaria di giugno

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Si è recentemente conclusa la seconda plenaria del Parlamento europeo per il mese di giugno, svoltasi martedì 23 e mercoledì 24.

Tra i provvedimenti discussi e adottati, spicca per importanza l’adozione definitiva della legge europea sul clima, che fissa definitivamente e in maniera giuridicamente vincolante l’obiettivo “Emissioni zero” entro il 2050 e incrementa gli obiettivi di riduzione intermedi al 2030 dal 40% al 55%. 

Degna di rilievo è altresì l’adozione del “pacchetto coesione”, comprendente Il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il Fondo di coesione – integrati in un unico macro-fondo – e l’obiettivo di cooperazione territoriale europea (Interreg). 

Il Fondo regionale e di coesione integrato avrà una dotazione complessiva di 243 miliardi di euro, pari a circa un quarto del Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027; al programma Interreg saranno invece riservati 8,05 miliardi di euro. Coerentemente con gli obiettivi europei in materia di sostenibilità ambientale, almeno il 30% degli investimenti finanziati dai fondi dovrà essere riservato a progetti in materia di clima, economia circolare e sviluppo sostenibile. 

Sul versante delle politiche sociali e della salute, il parlamento ha approvato una risoluzione con la quale si esortano tutti i Paesi membri a garantire alla popolazione femminile l’accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva, eliminando le restrizioni all’accesso all’aborto, alla contraccezione e all’educazione sessuale e domandando agli Stati di eliminare l’IVA sui prodotti per l’igiene femminile. 

In materia di giustizia, il Parlamento ha preso posizione con un voto a netta maggioranza in merito alla Relazione sullo stato di diritto nell’UE, accogliendone le conclusioni e auspicandone una futura estensione sotto il profilo tematico, includendovi valutazioni circa il rispetto dei valori comuni europei, dei diritti fondamentali e della democrazia; inoltre, ha sottolineato l’opportunità di trasformare la relazione in un meccanismo strutturato permanente che includa raccomandazioni specifiche e sia in grado di integrarsi con il sistema delle procedure di infrazione e con le condizionalità recentemente introdotte in materia di accesso alle risorse europee.

Infine, sul fronte della politica di allargamento, il Parlamento ha sottolineato i significativi progressi compiuti dalla Bosnia-Erzegovina nel suo percorso di adesione all’Unione, evidenziando tuttavia la necessità di ulteriori riforme, in particolar modo sul versante della piena ed inclusiva partecipazione di tutta la popolazione al processo democratico-elettorale.

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