No alla clonazione di animali per l’alimentazione

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Vietare la clonazione di animali e il loro allevamento, a scopi alimentari, nonchà© la vendita e l’importazione di prodotti da essi derivati, tutte pratiche che minacciano l’immagine dell’UE basata su prodotti di qualità  , principi ecocompatibili e rispetto di rigorosi standard di benessere degli animali.
Il monito giunge dal Parlamento europeo che, paventando anche una riduzione della diversità   genetica, osserva come l’impatto della clonazione non sia ancora stato adeguatamente studiato.
I procedimenti di clonazione «mostrano bassi tassi di sopravvivenza per gli embrioni trasferiti e gli animali clonati», sottolinea l’Europarlamento, molti dei quali «muoiono precocemente per collasso cardiovascolare, immunodeficienze, insufficienza epatica, difficoltà   respiratorie, disfunzioni renali e anomalie muscoloscheletriche». Inoltre, il Parlamento europeo ricorda che l’Autorità   europea per la sicurezza alimentare ha osservato che i tassi di mortalità   e di malattia dei cloni «sono più elevati rispetto a quelli degli animali concepiti per via sessuale, e che i disturbi e gli aborti in fase avanzata della gravidanza possono avere ripercussioni sulla salute delle madri in affitto».
I deputati europei rilevano inoltre che il Gruppo europeo sull’etica «contesta la legittimità   etica della clonazione di animali a scopi alimentari e ritiene che non vi siano argomentazioni convincenti che giustifichino la produzione alimentare ottenuta dai cloni e dalla loro progenie».

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