Multilinguismo in Europa, veicolo di interculturalità  

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A Bruxelles è straordinario fermarsi a riflettere sul numero di lingue che si incontrano sorpassando e affiancando le persone che corrono al lavoro la mattina, che si incrociano al mercato della domenica o che ci sono sedute accanto nella metro. La sensazione che ne deriva non è tanto quella di sentirsi esclusi o parte di una minoranza di stranieri in un Paese diverso e lontanoà¢à¢â€š¬à‚¦al contrario, circondati da diversità   non ci si puಠche sentire normali e parte di questo mix di culture, tratti e lingue diverse.
Nell’orgoglio della propria singolarità   ci si sente parte di un insieme più grande di persone con cui condividere questa sensazione e con un po’ di sorpresa ci si sente giorno dopo giorno un po’ più europei.
Questa è una delle specialità   di Bruxelles, capitale d’Europa che riesce a incarnare a pieno il suo motto di «unità   di diversità  ».
La diversità   delle lingue è sicuramente una ricchezza portatrice di apertura per l’Unione europea, ma anche chiaramente una sfida non da poco.
All’interno delle istituzioni europee ogni giorno migliaia di documenti sono tradotti in 23 lingue ufficiali diverse. Allo stesso tempo gli interpreti dell’Europa lavorano incessantemente per mettere in comunicazione politici, funzionari e cittadini di 27 Paesi.
In questa realtà   il multilinguismo, il parlare e capire diverse lingue non puಠche essere considerato una carta vincente, estremamente importante per la crescita dell’Unione, per la sua storia e il rafforzamento della sua identità  .
Sulla base di questa convinzione la presidenza francese, lo scorso 26 settembre, ha dato il benvenuto alla Giornata europea delle lingue e ha organizzato un evento che ne rispecchiasse l’importanza: gli Stati europei del multilinguismo.
Circa un migliaio di partecipanti venuti da trenta Paesi europei si sono ritrovati all’interno del grande anfiteatro della Sorbona di Parigi. Diversi attori della società   hanno preso parte agli Stati generali del multilinguismo: dirigenti d’azienda, insegnanti, ricercatori, artisti, traduttori e responsabili di movimenti di consumatori. I partecipanti si sono confrontati in tre tavole rotonde sui diversi aspetti del tema: creatività   e innovazione nell’insegnamento delle lingue, contributo del multilinguismo alla circolazione delle opere e dei beni culturali e, più in generale, al dialogo interculturale e apporto del multilinguismo alla competitività   delle aziende e alla coesione sociale.
Gli Stati generali del multilinguismo hanno riconfermato le competenze linguistiche come chiave di volta nella vita del cittadino europeo, per la sua crescita professionale, per la mobilità   e per l’accesso ai contenuti e alle opere culturali. L’Unione europea continua a vedere nel multilinguismo una via verso lo sviluppo, il progresso e una maggiore coesione della società  .
Il commissario europeo Là©onard Orban considera il multilinguismo al centro delle strategie dell’UE. Durante il suo discorso, in occasione degli Stati generali del multilinguismo, il commissario ha sottolineato come il multilinguismo debba essere considerato una questione trasversale che riguarda non solo l’istruzione, ma in primis l’occupazione, il lavoro e la cultura.
Il piano di azione della Commissione europea e la politica europea di multilinguismo insegue l’obiettivo fissato nel 2002 dall’UE di insegnare due lingue straniere sin dalla giovane età   a tutti i suoi cittadini e più che mai promuove programmi di scambio di studenti, insegnanti, giovani professionisti e ricercatori. Così come sottolinea Orban, la diversità   linguistica e l’investimento nelle lingue possono diventare fattori reali di prosperità   e fonte di profitto per tutti.
Il multilinguismo e la coesistenza di diverse lingue sullo stesso territorio sono parte integrante e normale della multiculturalità   europea. Oltre a cià², tuttavia, il multilinguismo è il veicolo più diretto verso una più profonda interculturalità   in cui le culture si intrecciano e diventano più consapevoli le une delle altre. La comprensione reciproca, in primis quella linguistica, rafforza e accresce la tolleranza, il rispetto e la volontà   di conoscere e apprezzare l’altro.
Specialmente in quest’anno dedicato al dialogo interculturale l’Europa non poteva e non puಠdimenticare e rilanciare il fattore linguistico come mezzo di incontro e di sviluppo, ponte per superare confini e per scoprire le ricchezze delle sfumature europee.

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