L’Unione europea deve ratificare la Convenzione sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne, insistono i deputati

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Una donna su tre nell’UE ha subito violenza fisica e/o sessuale e più della metà (55%) è stata vittima di molestie sessuali almeno una volta dall’età di 15 anni. La risoluzione del Parlamento europeo, adottata a larga maggioranza durante la tornata del 15 febbraio 2023, sottolinea a tal proposito l’urgenza di ratificare la Convenzione di Istanbul, standard internazionale e uno strumento fondamentale per sradicare ogni tipo di violenza di genere, inclusa quella domestica.

Sei anni dopo la firma della Convenzione, l’UE non l’ha ancora ratificata a causa del rifiuto di alcuni Stati membri. Tuttavia, il parere della Corte di giustizia dell’UE del 6 ottobre 2021 ha affermato che l’Unione europea può ratificare la Convenzione di Istanbul senza l’accordo di tutti gli Stati membri. L’adesione dell’UE alla Convenzione non esime gli Stati membri dal ratificarla essi stessi, in particolare Bulgaria, Cechia, Ungheria, Lettonia, Lituania e Slovacchia. Inoltre, i deputati condannano fermamente i tentativi di alcuni Stati membri di revocare le misure già adottate per l’applicazione della Convenzione di Istanbul e li invitano ad attuarla pienamente. In Polonia, ad esempio, il governo sta cercando di ritirarsi dalla Convenzione e ha introdotto un divieto di fatto sull’aborto.

Secondo i deputati, la giustizia penale dovrebbe essere solo una parte di una risposta globale alla violenza di genere. La risposta dell’UE dovrebbe comprendere anche la prevenzione, la protezione e l’azione penale. Tra le misure concrete da adottare, gli Stati membri dovrebbero garantire una formazione e una serie di linee guida sensibili al genere, nonché misure di sostegno e protezione specialistiche con un approccio incentrato sulla vittima per tutti i professionisti coinvolti, comprese le forze dell’ordine, la magistratura e i pubblici ministeri.

Per ulteriori informazioni: Convenzione di Istanbul ; Comunicato Stampa

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