L’Europa inizia a «sentire» la crisi economica internazionale

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La Commissione europea ha presentato il Rapporto trimestrale sull’economia della zona euro, sottolineando che l’indebolimento del ciclo virtuoso del commercio mondiale e l’apprezzamento dell’euro stanno pesando sulle esportazioni europee.
Il Rapporto rileva che il rallentamento del buon andamento tenuto finora dal commercio mondiale, a causa delle turbolenze dei mercati finanziari e della crisi economica degli USA, inizia a farsi sentire anche sull’economia europea. Così, la crescita delle esportazioni è calata dal 2,1% del terzo trimestre 2007 allo 0,5% del quarto, indicando una chiara moderazione anche in prospettiva futura. L’euro si è apprezzato del 6% nell’ultimo anno e del 36% da fine 2000, agendo come fattore di riduzione dell’impatto inflazionistico derivante dai mercati internazionali delle materie prime. Tuttavia, nonostante la solidità   dei fondamentali dell’economia, la zona euro inizia a sentire gli effetti della crisi dei mercati e deve fronteggiare «forti venti contrari». La forte crescita dei mercati emergenti, un mercato del lavoro «robusto», la buona resa delle imprese non finanziarie e l’assenza di squilibri macroeconomici, secondo la Commissione costituiscono elementi «incoraggianti» per l’economia europea, ma i legami con quella statunitense sono ancora forti e quindi si prevede un rallentamento della crescita europea.

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