Lo spreco alimentare nell’Unione Europea continua a crescere

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Nel 2023, secondo una ricerca di Eurostat, nell’Unione Europea sono stati sprecati circa 130 kg di cibo per persona, per un totale di 58,2 milioni di tonnellate, con un leggero aumento rispetto al 2022.

Oltre la metà dello spreco proviene dalle famiglie che hanno prodotto circa 31 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari, seguite dal settore della trasformazione e manifattura, dalla ristorazione, dalla produzione primaria e dalla distribuzione. Eurostat stima che, complessivamente, lo spreco alimentare nei settori della fornitura e del consumo rappresenti circa il 9% del cibo disponibile per i consumatori europei.

L’analisi si basa sulla Direttiva Quadro sui Rifiuti del 2008/98 e sulle decisioni europee (2019/1597 e 2019/2000), che stabiliscono una metodologia comune per la raccolta e il confronto dei dati. Lo spreco alimentare comprende sia le parti commestibili sia quelle non commestibili del cibo, e le quantità vengono calcolate in massa fresca, per evitare distorsioni dovute alla perdita d’acqua durante lo smaltimento. Gli Stati membri applicano diverse metodologie di misurazione – come analisi diretta, bilanci di massa, questionari, diari o conteggi – a seconda del settore.

I risultati mostrano una sostanziale stabilità nel livello di spreco alimentare: 128 kg pro capite nel 2020, 129 kg nel 2021 e 2022, e 130 kg nel 2023. Secondo Eurostat, questi dati evidenziano che, nonostante gli sforzi e le strategie di riduzione avviate in diversi settori produttivi, le famiglie restano la principale fonte di spreco alimentare nell’Unione Europea.

Per saperne di più: 130 kg of food wasted per person annually in the EU  

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Giulia Cattero
Ho 28 anni e sono appassionata di geopolitica, difesa e sicurezza. Ho dedicato il mio percorso accademico alla comprensione delle dinamiche internazionali: dopo la laurea triennale in Scienze internazionali dello Sviluppo e della Cooperazione, ho conseguito la magistrale in Scienze Strategiche presso la SUISS di Torino. Ho conosciuto Apice per caso, ma l’entusiasmo e l’impegno che animano l'associazione mi hanno conquistata fin da subito, spingendomi a restare e a dare il mio contributo attivo.

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