L’Italia guarda all’Africa

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Dopo ripetuti annunci il Governo ha presentato, in un mediatico Vertice Italia – Africa il “Piano Mattei”.

Il Vertice, primo appuntamento internazionale della Presidenza italiana del G7, si è tenuto in Senato, alla presenza delle Istituzioni europee e internazionali e con la partecipazione della maggior parte dei Paesi appartenenti all’Unione Africana.

Importante sottolineare fin da subito le parole di apertura del Vertice della Premier Meloni, parole che, a partire da una memoria storica, dovrebbero dire tutta l’importanza e la responsabilità di mantenere  fede alle  prospettive offerte, perché in gioco ci sono sfide globali enormi e un complesso rapporto di fiducia da ricostruire non solo nei confronti del nostro Paese, ma dell’insieme dell’Unione Europea. 

“Vogliamo costruire una cooperazione da pari a pari, nella quale l’Europa deve rifiutare l’approccio paternalistico che ha spesso dimostrato, lontana da qualsiasi tentazione predatoria, ma anche da quell’impostazione caritatevole che mal si concilia con le straordinarie potenzialità di sviluppo del Continente”. 

Parole impegnative, pesanti, che giudicano un passato e delineano un presente e un futuro tutto da definire, da inquadrare in una lungimirante strategia che tenga conto della realtà politica, economica, sociale e geostrategica di un’Africa in pieno mutamento. Sono parole alle quali non sono mancate le reazioni  dei rappresentanti africani, in particolare del Presidente dell’Unione africana, che ha esortato il Governo italiano non solo alla concretezza e al rispetto delle proposte di cooperazione, ma anche ad una necessaria strategia di maggiore condivisione e di coinvolgimento dei partner africani. 

Il Piano Mattei del Governo, mirando soprattutto alle sfide strategiche dell’energia e delle migrazioni, individua cinque pilastri di cooperazione: istruzione e formazione, agricoltura, energia, salute e acqua. Settori sui quali, con un primo e limitato impegno finanziario di 5,5 miliardi di Euro, attinti in parte dal Fondo sociale per il clima italiano e in parte dalle risorse della Cooperazione italiana, l’Italia intende sviluppare la sua nuova strategia di cooperazione scritta nel Piano Mattei. 

Ma è solo in uno scenario più vasto che il Piano può avere una sua significativa valenza. Potrebbe infatti, se coerentemente inserito in un contesto occidentale ed europeo, essere visto come un contributo italiano al riavvicinamento dell’Europa all’Africa, soprattutto se si considera che in questi ultimi anni sono cresciute, nel grande continente africano, insofferenza e distanza nei confronti di alcuni Paesi europei, in particolare la Francia. 

Non solo, ma per la sua posizione geografica e vicinanza all’Africa, l’Italia potrebbe giocare un ruolo significativo nell’implementazione della Nuova Strategia europea per l’Africa, un accordo firmato con i Paesi ACP (Africa, Caraibi, Pacifico) nello scorso novembre a Samoa e che impegna le parti su un periodo di cooperazione di venti anni. L’accordo prevede partenariati in settori chiave come le transizioni verde e digitale,  la salute e l’istruzione, una buona governance e  un sostegno ai percorsi democratici. Senza dimenticare il programma europeo  “Global Gateway” che prevede di mobilitare investimenti per 300 miliardi di Euro per finanziare infrastrutture e formazione nei Paesi emergenti, in particolare in Africa.

Vale anche qui la pena ricordare le parole di commento dell’Alto Rappresentante UE per la politica estera e di sicurezza al riguardo: “Il nostro futuro, i nostri interessi politici, economici e di sicurezza, nel bene e nel male, si decidono in Africa. (…) Questo accordo riunisce oltre la metà dei membri delle Nazioni Unite, attorno a priorità e interessi condivisi”.

In un mondo in grande cambiamento e dove l’Africa rappresenta sempre più terreno di interesse e di scontro per le potenze globali, è nell’interesse dell’Europa coltivare sempre più una visione strategica e comune al riguardo.

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