Linee guida a tutela dei diritti delle persone LGBTI

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Il Consiglio dell’Unione Europea, organo che rappresenta i 27 Governi nazionali dell’UE, “gravemente preoccupato che l’orientamento sessuale e l’identità di genere continuino ad essere utilizzati per giustificare gravi violazioni dei diritti umani” aggiorna la strategia per combattere le discriminazioni nei confronti delle persone LGTBI (lesbian, gay, bisexual, transgender and intersex persons) che ”costituiscono un gruppo vulnerabile, vittima di persecuzione, discriminazione, bullismo e  maltrattamenti” le cui conseguenze ”comportano un aumento della povertà tra le persone LGBTI”.

Le linee guida vogliono ”fornire ai dirigenti delle istituzioni europee e degli Stati membri, linee guida operative da usare nei contatti con i paesi terzi e con le organizzazioni internazionali e della società civile” affinchè l’UE possa contrastare attivamente le limitazioni imposte a gay, lesbiche e transgender.

Nel 2010, i Ministri degli Esteri dei 27, avevano già adottato una serie di misure non vincolanti per promuovere i diritti umani della comunità LGBTI.  Il documento aggiornato intende ora promuovere la soluzione di almeno quattro priorità:
– eliminare le leggi e le politiche discriminatorie, (tortura, maltrattamento e  pena di morte), praticate ancora in 80 paesi del mondo;
– promuovere l’uguaglianza e la non discriminazione sul luogo di lavoro, nella sanità e nell’educazione;
– combattere la violenza individuale o dello Stato contro le persone LGBTI;
– supportare e proteggere chi lavora con lo scopo di garantire che le persone LGBTI godano dei loro diritti, che ”non sono nuovi diritti umani creati per loro”, ma diritti universali.

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