L’incognita del futuro Parlamento Europeo

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Erano appena trascorse poche ore dalla controversa “occupazione” delle poltrone nel Parlamento italiano che già si affacciava la prospettiva della composizione del futuro Parlamento europeo.
Un’anticipazione indotta dalle travagliate trattative in corso per la formazione di un nuovo governo, che vedono affiorare anche i tentativi del Movimento Cinque stelle di interloquire con il Partito democratico, per ora intenzionato a starsene all’opposizione in Italia, con un occhio anche alle elezioni del Parlamento europeo previste a fine primavera 2019.
La materia di questo anticipo di contenzioso tra i due partiti – non importa se uno continua a chiamarsi “movimento” – è piuttosto complessa, ma si può provare a semplificarla.
Ad oggi il Parlamento europeo, dotato di un importante ruolo di co-legislatore, è composto da 751 deputati in provenienza da 28 Paesi, con una decina di “gruppi politici” organizzati su base transnazionale. Tra questi, i due attualmente più rappresentativi, che tradizionalmente si spartiscono per metà mandato la presidenza, sono il “Partito popolare europeo” (PPE) e quello dell’ “Alleanza di Socialisti e Democratici” (S&D) , dove sono attualmente alloggiati rispettivamente i parlamentari di Forza Italia e del Partito democratico.
I Cinque stelle sono provvisoriamente collocati nel gruppo “Europa della Libertà e della Democrazia Diretta” (EDD), penultimo dei gruppi parlamentari, dove sono rappresentate solo 7 nazionalità, rispetto a una media di 18 nazionalità per i gruppi principali. Una debolezza aggravata dall’imbarazzante compagnia del Partito di indipendenza britannico (UKIP) di Farage, che da solo rappresenta metà del gruppo.
Come si vede, la mappa di oggi svela la posizione non proprio confortevole dei Cinque stelle a Strasburgo e spiega il loro tentativo, abortito lo scorso anno, di ricollocarsi nell’”Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa” (ALDE), guidata dal federalista europeo Guy Verhofstadt.
Ma già fervono i preparativi per la nuova mappa parlamentare europea del prossimo anno ed è qui che si colloca il contenzioso italiano di questi giorni. Nelle scaramucce cui sono impegnati i diversi attori politici nazionali ha fatto la sua apparizione anche quello francese nella persona del presidente Emmanuel Macron, impegnato a preparare una versione europea del suo partito, “La République en marche”, in un nuovo gruppo politico “Europe en marche” a Strasburgo nel 2019. Un’operazione suggerita dalla probabile erosione del gruppo socialista in seguito alle stesse elezioni francesi, a quelle tedesche e a quelle italiane, i cui risultati annunciano una forte riduzione dei rappresentanti del Partito democratico che registrarono l’eccezionale risultato del 42% dei consensi nelle elezioni del 2014.
Specularmente ci si può attendere un migliore risultato dei Cinque stelle nel 2019 e, probabilmente, anche di partiti euroscettici e nazionalpopulisti largamente diffusi nell’UE.
Il risultato finale potrebbe essere quello di uno sconvolgimento politico del futuro Parlamento europeo nel quale potrebbe perdere terreno anche il PPE, tenuto conto delle difficoltà di Forza Italia e dei Popolari di Rajoy in Spagna.
E’ su questo orizzonte che si stanno muovendo anche i partiti italiani, per la preparazione di future alleanze al centro dello schieramento politico europeo, dove potrebbero convergere il forte partito di Macron, quello dimezzato di Renzi e altre forze moderate come i liberali di ALDE e quelle progressiste dei Verdi. Un’aggregazione ampia e talmente composita che potrebbe interessare anche ai Cinque stelle che, già in questa legislatura, si sono spesso allineati nel voto con queste componenti europee, dove però il loro dubbio “europeismo” non facilita certo l’approdo.
Oggi in questa complicata partita sembra prevalere più una tattica nazionale in vista del governo, piuttosto che una strategia per orientare il futuro dell’Unione Europea. Che invece di nuove aggregazioni politiche, progressiste e plurali, avrebbe un gran bisogno per uscire dalla palude in cui galleggia da troppo tempo.

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