Le quattro tematiche al centro del 10° incontro tra la Commissione dell’Unione Africana e la Commissione europea

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Crescita sostenibile, cambiamenti climatici, migrazioni e sicurezza sono stati alcuni dei temi affrontati ad Addis Abeba

Il 27 febbraio scorso, presso i quartieri generali dell’Unione Africana (UA) ad Addis Abeba, si è svolto il 10° incontro tra la Commissione dell’Unione Africana e la Commissione europea (C2C), presieduto da Moussa Faki Mahamat e Ursula von der Leyen. All’evento hanno altresì partecipato 22 commissari europei e nove ufficiali eletti dell’UA. L’importanza dell’incontro era dovuta alla volontà di andare a costruire un partenariato rafforzato, sostenuto da strutture e strumenti appropriati, al fine di consolidare gli impegni reciproci in futuro.

Le due Commissioni hanno preso atto dei progressi raggiunti rispetto alle priorità elencate dalla Dichiarazione di Abidjan del 2017 e hanno incentrato la discussione sull’allineamento delle loro rispettive posizioni in alcune aree specifiche: crescita, commercio, investimenti e digitalizzazione sostenibili; cambiamenti climatici e infrastrutture resilienti; migrazioni e mobilità; pace, sicurezza e governance. In tutti questi quattro ambiti, le due parti hanno ribadito il proprio impegno a sostenere il multilateralismo come una modalità efficace per affrontare le sfide globali.

Rispetto al primo punto, le Commissioni si sono trovate concordi sulla necessità di intensificare gli sforzi per rafforzare lo sviluppo di capacità da parte dei giovani e delle giovani e per garantire un migliore incontro tra domanda e offerta sul mercato del lavoro, in particolare in quei settori con il maggior potenziale di creazione di posti di lavoro, come l’economia verde e climate-friendly. È stato, inoltre, rimarcato il contributo della trasformazione rurale inclusiva alla crescita sostenibile: a tal proposito, le parti hanno convenuto di intervenire per implementare le raccomandazioni convenute in un rapporto relativo alla trasformazione rurale, all’agricoltura sostenibile e al settore agro-alimentare in Africa.

Per ciò che concerne, invece, il cambiamento climatico, le due Commissioni hanno evidenziato l’importanza di mettere in pratica l’Accordo di Parigi sul clima, basato sul principio di comuni ma differenti responsabilità, alla luce dei diversi contesti nazionali. Nello specifico, la Commissione dell’Unione Africana ha preso atto del Green Deal presentato dalla Commissione europea quale nuova strategia per la crescita di lungo periodo in Europa, che riconosce come le sfide globali poste dal cambiamento climatico e il degradamento ambientale richiedano una risposta onnicomprensiva.

Il terzo punto della discussione tra le due Commissioni ha riguardato le migrazioni e la mobilità. Le parti hanno rimarcato l’importanza di sviluppare un dialogo costante tra Africa ed Europa in materia, sempre rispettando le rispettive politiche migratorie. Le Commissioni hanno ribadito il proprio impegno condiviso a fornire assistenza a coloro i quali sono costretti ad andarsene a causa di conflitti e persecuzioni, incluse le internally displaced persons (IDPs), e hanno riconosciuto come la maggior parte dei rifugiati africani siano ospitati sullo stesso continente africano. È stato, inoltre, promesso che saranno mantenuti gli sforzi per garantire una protezione in linea con gli standard internazionali, al fine di individuare soluzioni sostenibili e al tempo stesso creare opportunità per i rifugiati e le comunità che ospitano questi ultimi.

Le due Commissioni hanno, infine, insistito sulla necessità di rafforzare la cooperazione in varie aree attualmente implementate grazie al Memorandum d’Intesa del 2018, inclusi la promozione del multilateralismo, la prevenzione dei conflitti, la gestione delle crisi, il peace-building e la sicurezza sanitaria. Si è insistito, inoltre, su altri elementi ritenuti fondamentali per la cooperazione, quali la giustizia transnazionale, lo stato di diritto, le elezioni, i diritti umani e l’eguaglianza di genere. Le parti hanno, infine, convenuto sul ruolo critico della cybersicurezza e della fiducia nell’era digitale, con una particolare importanza degli sforzi volti a rafforzare la privacy e la protezione dei dati personali.

Per approfondire: il comunicato della Commissione europea

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