Le politiche di asilo europee ignorano i minori

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«Le politiche di asilo in Europa in gran parte ignorano i minori, che dovrebbero invece essere tutelati meglio dai governi europei» secondo Thomas Hammarberg, commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa che dopo aver denunciato la situazione della Grecia ha lanciato l’allarme sulla condizione dei minori migranti.
I bambini migranti, ha osservato il commissario del Consiglio d’Europa, sono spesso ascoltati e trattati «come se fossero beni appartenenti ai loro genitori», dimenticando che in molti casi «essi potrebbero avere le loro ragioni per chiedere protezione». Quando i bambini arrivano in un gruppo di famiglia migrante, infatti, i genitori sono regolarmente intervistati circa i motivi della domanda d’asilo, mentre spesso i minori non hanno la possibilità   di precisare i motivi. Quando poi giungono in un Paese non accompagnati, «le autorità   tendono a concentrarsi solo sul modo di riportarli ai loro genitori, ignorando che essi in molti casi sono fuggiti dal loro Paese con il pieno sostegno delle famiglie».
Il principio del miglior interesse del minore deve invece guidare il processo di asilo, sottolinea Hammarberg, spiegando: «Ogni bambino deve essere considerato come un individuo e molta considerazione deve essere data alla sua situazione particolare», per questo devono essere superati i problemi di lingua e le barriere culturali e devono essere nominati dei tutori a difesa degli interessi dei singoli minori. Ciಠè di fondamentale importanza perchà©, ha aggiunto il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, «le risposte date da parte dei governi ai bisogni dei bambini rifugiati hanno profonde implicazioni per il loro futuro».

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