Le dichiarazioni dei Commissari europei in occasione della Giornata internazionale per la lotta alle mutilazioni genitali femminili

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In occasone della Giornata internazionale, la Commissione europea ha ribadito l’impegno istituzionale a porre fine alle mutilazioni genitali femminili (MGF) in tutto il mondo. Ha in particolare dichiarato:

“Ogni ragazza e ogni donna ha il diritto di vivere una vita senza violenza e senza dolore. Eppure, nel mondo, oltre 200 milioni di donne e ragazze, di cui 500 000 in Europa, sono state costrette a sottoporsi alla pratica dolorosa e traumatica della mutilazione genitale femminile e milioni di altre rischiano di subirla: 68 milioni in 25 paesi, di qui al 2030”

Per l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) le MGF, praticate per motivi culturali, religiosi e/o sociali su giovani donne, dall’infanzia fino ai 15 anni di età, rappresentano una forma di abuso sui minori e di violenza contro le donne e le ragazze e comportano gravi conseguenze fisiche e psicologiche nel breve e lungo periodo.

Ai sensi della convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa (2011) firmata da tutti gli Stati membri dell’UE, di cui 20 hanno finora provveduto alla ratifica, le mutilazioni genitali femminili praticate da qualunque cittadino dell’UE anche all’estero sono perseguite come reato.

Nell’ordinamento giuridico italiano il riferimento ai reati di mutilazione e lesione degli organi genitali femminili è contenuto negli artt. 583 bis e ter del codice penale introdotti dalla L. 7/2006 (ndr).

In occasione della Giornata internazionale, l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE)  ha pubblicato una  ricerca sulla diffusione delle MGF nell’Unione europea e in particolare in Belgio, in Grecia, in Francia, in Italia, a Cipro e a Malta, con una particolare attenzione alle problematiche legate ai fenomeni migratori.

L’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE) è il centro di conoscenza dell’UE sull’uguaglianza di genere, esso fornisce competenze specifiche e dati comparabili e affidabili sull’uguaglianza di genere in Europa e sostiene i responsabili delle politiche e tutte le istituzioni competenti nei loro sforzi per rendere la parità tra donne e uomini una realtà.

Per approfondire: European Commission,  Rapporto sulle mutilazioni genitali femminili nell’UE

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Simone Rizzo
Simone Rizzo si è laureato in Diritto per le Imprese e le Istituzioni presso l'Università degli Studi di Torino con una tesi in inglese sul GDPR e sul trasferimento dei dati personali tra organizzazioni internazionali e Stati terzi. E' affascinato dalle questioni legali legate allo sviluppo delle nuove tecnologie e a partire da settembre 2021 frequenterà il Corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza (profilo: Diritto e Innovazione digitale) presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

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