Le conclusioni del Consiglio per assicurare elezioni libere e corrette

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A meno di cento giorni dalle elezioni europee del maggio 2019, il 19 febbraio il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato conclusioni dal titolo “Assicurare elezioni europee libere e corrette” al fine di coinvolgere tutti gli attori responsabili  ad agire per proteggere il processo democratico da campagne di disinformazione, attacchi informatici  e interferenze provenienti dall’interno e dall’esterno dell’UE. Tali conclusioni si basano sulle precedenti proposte della Commissione europea del settembre 2018 al riguardo, nonché sul piano d’azione contro la disinformazione presentato congiuntamente dalla Commissione e dall’Alta Rappresentante Federica Mogherini nello scorso dicembre.

Si tratta di un elemento fondamentale del carattere democratico dell’Unione Europea ribadito anche da George Ciamba, ministro rumeno incaricato degli affari europei.

Il Consiglio sottolinea che l’Unione è fondata sui valori del rispetto della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali, quali la libertà di associazione e la libertà di espressione, che include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni e idee senza ingerenze da parte delle autorità pubbliche.

Di seguito alcune delle azioni non legislative proposte nelle conclusioni del Consiglio:

• migliorare la comunicazione strategica in materia di valori e politiche europei;
• aumentare la resilienza dei cittadini promuovendo e sostenendo l’alfabetizzazione mediatica e digitale;
• promuovere, insieme al settore privato e alla società civile, attività di sensibilizzazione per proteggere l’integrità del processo elettorale;
• invitare il settore privato a investire in risorse per far fronte ad attività online correlate alle elezioni, in maniera responsabile e attendibile;
• vagliare opzioni per accrescere la cooperazione con gli attori internazionali competenti;
• istituire un sistema di allarme rapido grazie al quale i punti di contatto nazionali negli Stati membri possano condividere velocemente informazioni sulle campagne di disinformazione.

Per approfondire: il comunicato del Consiglio dell’Unione Europea

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Simone Rizzo
Simone Rizzo si è laureato in Diritto per le Imprese e le Istituzioni presso l'Università degli Studi di Torino con una tesi in inglese sul GDPR e sul trasferimento dei dati personali tra organizzazioni internazionali e Stati terzi. E' affascinato dalle questioni legali legate allo sviluppo delle nuove tecnologie e a partire da settembre 2021 frequenterà il Corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza (profilo: Diritto e Innovazione digitale) presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

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