La Commissione europea indaga sui siti online per evitare frodi in tempo di Covid-19

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Dall’inizio di marzo, la Commissione Europea ha lavorato, al fine di proteggere i consumatori online da truffe e pratiche commerciali illegali. Come parte di questo lavoro, la rete CPC (una rete di cooperazione per la tutela dei consumatori) ha accettato di portare avanti una nuova verifica di siti di vendite online, specificamente correlate al coronavirus. 

Sono stati riportati, qui di seguito, alcuni dei risultati, ottenuti dalla presente indagine. Un’attenzione particolare è stata data alle offerte dello screening, connesse a maschere o visiere protettive, gel igienizzanti, kit per i test, cibo e integratori alimentari. In 38 casi, le autorità della CPC hanno trovato un numero di offerte o pubblicità dubbie, concernenti prodotti promossi ingannevolmente nel contesto del Coronavirus.

In generale, il controllo ha dimostrato che il confronto continuo tra la Commissione e le principali piattaforme online sta portando dei frutti:

  • Google ha bloccato o rimosso oltre 80 milioni di annunci, correlati al coronavirus (globalmente);
  • eBay ha bloccato o rimosso oltre 17 milioni di annunci dal proprio mercato globale, che violano le regole europee sul consumatore.
  • Amazon ha invece osservato una diminuzione del 77% nel numero settimanale degli annunci di nuovi prodotti con reclami, rispetto a marzo. 

Tale analisi approfondita ha riguardato oltre 268 siti web.  Lo scorso 26 maggio, la Commissione europea ha aggiornato il suo consiglio ai consumatori e ha richiamato le piattaforme a rimanere vigilanti e a continuare, con i loro sforzi, a dare un feedback costante alla Commissione e alle autorità dei consumatori su eventuali violazioni.

Didier Reynders, Commissario per la Giustizia, ha così commentato: “le maggiori piattaforme online hanno risposto positivamente all’invito della Commissione Europea di occuparsi  delle truffe e delle offerte ingannevoli e  hanno  dimostrato un chiaro impegno a rimuovere i contenuti nocivi.

Per approfondire: il comunicato della Commissione

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