L’Europarlamento riduce le sue emissioni di CO2

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Per cercare di tradurre i buoni propositi in buone pratiche, il Parlamento europeo ha adottato un piano interno di «riduzione delle emissioni di CO2» al fine di portare il suo contributo per la protezione dell’ambiente.
L’Europarlamento si è infatti impegnato a adottare una serie di nuove misure volte a ridurre la propria impronta di carbonio del 30% entro il 2020. Queste misure comprendono: l’uso di sistemi di energia solare fotovoltaica e termica; la costruzione di “edifici passivi” (che sfruttano il calore naturale del sole e degli abitanti e presentano basse dispersioni termiche); l’incentivo all’uso di biciclette e dei mezzi di trasporto pubblici (treno, autobus, metropolitana) per raggiungere il luogo di lavoro; la creazione di un piano di comunicazione per aumentare la consapevolezza e cambiare il comportamento del personale del Parlamento; incoraggiare i fornitori a ridurre le loro emissioni di anidride carbonica.
L’iniziativa dell’Europarlamento avviene sulla base di alcuni buoni risultati già   ottenuti finora. Ad esempio, utilizzando l’energia verde nelle sue tre sedi il Parlamento europeo risparmia ogni anno 18.000 tonnellate di CO2; l’uso di carta riciclabile permette di risparmiare almeno 800 tonnellate di CO2 l’anno, mentre riducendo del 25% il suo consumo di energia, l’Europarlamento ha risparmiato 2500 tonnellate di CO2 ogni anno. Inoltre, applicando dal 2007 gli standard EMAS (Eco-Management and Audit Scheme) e cioè utilizzando solo carta riciclabile senza cloro e spegnendo le apparecchiature elettroniche quando non sono utilizzate, il Parlamento europeo è riuscito a ridurre del 25% il suo consumo di energia.

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