Integrazione delle donne rom: necessari maggiori sforzi

In occasione della Giornata internazionale della donna – 8 marzo, l’European Roma Information Office (ERIO) ha diramato una dichiarazione ufficiale in cui, pur sottolineando i miglioramenti conseguiti sulla lunga strada verso la parità di genere, esprime preoccupazione «per il persistere di profonde disuguaglianze, che colpiscono le donne rom, che si confrontano con forme complesse e multidimensionali di discriminazione e di esclusione».

Secondo ERIO le donne rom sono profondamente svantaggiate rispetto a uomini e donne rom e non rom in settori chiave della vita, ad esempio l’istruzione, che svolge un ruolo significativo nel determinare le future opportunità e prospettive di vita. Mentre grandi disparità persistono tra rom e non-rom, gli studi dimostrano l’esistenza di importanti divari di genere all’interno delle comunità rom. Secondo l’agenzia per i diritti fondamentali dell’Unione Europea (Fundamental Right Agency FRA), più donne rom rispetto ai loro colleghi maschi dichiarano che non hanno mai frequentato la scuola (19% contro il 14%, rispettivamente). Al contrario, un minor numero di donne rom dicono che possono leggere e scrivere (77% contro il 85%) e infine, per gli uomini rom è maggiore la possibilità di continuare la loro formazione dopo i 16 anni (85% contro il 77%).

Anche se la raccomandazione del Consiglio dll’UE 2013 sulle efficaci misure di integrazione dei Rom negli Stati membri sottolinea la necessità di combattere ogni forma di discriminazione, inclusa la discriminazione multipla affrontata da donne rom, la parità di genere rimane una vera sfida. Il direttore di ERIO, Ivan Ivanov, sottolinea che «sono necessarie azioni forti e urgenti per combattere la crescente antiziganismo alimentata da stereotipi radicati. A questo proposito – ha concluso – chiediamo ai media di influenzare positivamente l’opinione pubblica sottolineando l’impatto positivo sulla coesione sociale di una piena partecipazione delle donne rom nella società».

Testo a cura di Federica Lamorella

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