Incendi boschivi: il 2019 peggior anno della storia recente

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In fumo in Europa una superficie pari a due terzi della Provincia di Cuneo

Il Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione europea ha recentemente presentato la 20ma Relazione annuale sugli incendi boschivi in Europa, Medio Oriente e Nord Africa, elaborata attraverso i dati raccolti dallo European Forest Fire Information System (EFFIS) e dal Sistema mondiale di informazione sugli incendi (GWIS) nel corso dell’anno 2019.

Sulla base delle risultanze delle ricerche condotte, il 2019 si profila come il peggior anno della storia recente dell’area euromediterranea per quanto concerne l’impatto degli incendi boschivi.

In Europa, sono andati – letteralmente – in fumo più di 400mila ettari di terreno (per facilitare la comprensione del dato, basti pensare che si tratta di una superficie pari ad oltre due terzi di quella della Provincia di Cuneo, che ammonta a poco più di 690mila ettari). Spagna, Portogallo e Polonia hanno registrato il maggior numero di incendi.

Anche le aree protette – rientranti nell’ambito della rete europea Natura 2000 – hanno subito danni particolarmente significativi, registrando la distruzione di oltre 159mila ettari di superficie (73mila dei quali nella sola Romania).

Non mancano, tuttavia, alcuni segnali incoraggianti: le attività di prevenzione hanno contribuito efficacemente ad evitare ulteriori conseguenze negative, in particolar modo sul fronte delle perdite di vite umane, limitate a “sole” tre nel corso dell’anno.

Tra i vari strumenti di intervento messi in atto, si registra un numero record di attivazioni (35) del programma di monitoraggio della superficie terrestre Copernicus, e ben 5 attivazioni del Meccanismo di protezione civile dell’UE, sostenuto dalla riserva di equipaggiamento d’emergenza rescEU.

Per approfondire: il comunicato della Commissione, la Relazione sugli incendi boschivi

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