Immigrazione e asilo: la relazione della Commissione Europea

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La Commissione Europea ha pubblicato il 1 giugno la relazione sugli sviluppi nei settori dell’immigrazione e dell’asilo.

È questa la terza delle relazioni annuali sull’immigrazione e l’asilo, volute dal 2008 dal Consiglio Europeo per evidenziare gli sviluppi a livello nazionale e dell’Unione nell’affrontare le sfide del settore e per assicurare che le opportunità di migrazione legale e mobilità rispondano alle esigenze dell’UE, continuando a lavorare per un’integrazione efficace non solo in termini economici ma anche da un punto di vista sociale e culturale.

La relazione è accompagnata da un sondaggio Eurobarometro sulla posizione dei cittadini europei riguardo alla mobilità transfrontaliera, alla migrazione e alla sicurezza.

Vivono nell’UE circa 20,2 milioni di cittadini di paesi terzi, circa il 4% della popolazione totale dell’Unione (502,5 milioni) e il 9,4% di tutti i migranti a livello mondiale (le stime sono di 214 milioni).

Il 68% degli intervistati da Eurobarometro ritiene che si debbano riconoscere agli immigrati legali gli stessi diritti di cui godono i cittadini: per il 42% la migrazione di lavoratori da paesi terzi deve essere incoraggiata dall’UE per fronteggiare le sfide demografiche e le carenze di forza lavoro, mentre il 46% é in disaccordo con questa affermazione.

La relazione evidenzia che nel 2011 sono stati negati 343 000 ingressi nell’Unione (dato in diminuzione del 13% rispetto al 2010). Nello stesso anno sono state fermate 468 500 persone (in calo rispetto alle 505 000 del 2010), mentre gli Stati membri hanno rimpatriato circa 190 000 cittadini di paesi terzi (15% in meno rispetto al 2010). Per l’80% degli intervistati l’UE deve offrire maggiore assistenza agli Stati nella gestione della migrazione irregolare, e per il 78% di essi, i costi della gestione di questa migrazione andrebbe suddiviso tra tutti i 27 Stati membri.

”Quella illegale continua ad essere una componente importante dell’immigrazione nell’Unione” ha affermato la Commissaria europea per gli affari interni, Cecilia Malmstrom, commentando i risultati del rapporto. Sul numero di clandestini presenti nella UE, ha precisato, ”per definizione non possono esserci statistiche precise, ma le stime variano tra 2 a 4,5 milioni”.

Nel 2011 le domande d’asilo presentate negli Stati membri sono state oltre 302 000 (16,2% in più rispetto al 2010). Il sondaggio offre una chiara visione di cosa pensano i cittadini europei al riguardo: per l’80% di essi è dovere dei 27 offrire protezione e asilo a quanti ne hanno bisogno, attraverso un sistema europeo comune di asilo, con regole per l’ammissione uniformate in tutta l’Unione, e per otto su dieci il numero di richiedenti asilo andrebbe distribuito più equamente tra gli Stati membri dell’UE. Attualmente dieci Paesi, l’Italia è terza dopo Francia e Germania ma davanti a Belgio, Svezia, Regno Unito, Olanda, Austria, Grecia e Polonia, ricevono il 90% delle richieste di asilo.

Vengono inoltre presentati alcuni dati riguardanti l’integrazione: viene sottolineata l’importanza dell’immigrazione come fattore dell’agenda europea per la crescita in un continente che invecchia ma, mentre il 60% dei cittadini europei è consapevole delle difficoltà dovute alla discriminazione che gli immigrati possono incontrare nel nuovo paese, solo il 53% del campione ritiene che l’immigrazione rappresenti un arricchimento economico e culturale.

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