Il partenariato dell’Unione Europea con i paesi del G5 Sahel

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La Commissione europea ha recentemente ospitato la Conferenza internazionale sul Sahel

Il 23 febbraio scorso, a Bruxelles, la Commissione europea ha ospitato la Conferenza internazionale di alto livello sul Sahel con l’Unione Africana, le Nazioni Unite e il gruppo dei paesi del G5 Sahel (Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger).

Costituitosi nel 2014, il G5 Sahel ha come obiettivo di rafforzare, fra i Paesi membri, la cooperazione soprattutto in materia di sicurezza e di affrontare le sfide maggiori alle quali devono far fronte.

La regione del Sahel sta infatti affrontando sfide quali l’estrema povertà, le frequenti crisi alimentari e nutrizionali, i conflitti, le migrazioni irregolari e la criminalità, nonché la tratta di esseri umani e il traffico di migranti. L’estremismo violento pone egualmente gravi problemi di sicurezza nella regione e ha potenziali ripercussioni anche al di fuori della regione, Europa compresa

In questo contesto, l’Unione Europea ha intensificato la propria cooperazione con i Paesi del G5 Sahel per costruire un partenariato solido, in particolare su tre assi principali: partenariato politico, aiuti allo sviluppo e sostegno alla sicurezza.

Per quanto concerne il primo punto, l’Unione europea punta a rinforzare la cooperazione negli ambiti di interesse comune come la sicurezza, le migrazioni, l’anti-terrorismo, il lavoro dei giovani, gli aiuti umanitari e lo sviluppo di lungo periodo. Va, inoltre, evidenziato come l’Unione Europea sia fortemente impegnata nel processo di pace in Mali.

Rispetto agli aiuti allo sviluppo, l’Unione Europea, insieme ai suoi Stati Membri, è il principale donatore della regione con 8 miliardi di Euro stanziati nel periodo 2014-2020. L’UE interviene inoltre con il “Fondo fiduciario d’urgenza per la stabilità e la lotta contro le cause profonde della migrazione irregolare e del fenomeno degli sfollati in Africa”, grazie al quale sono stati finora stanziati 843 milioni di Euro. L’Unione Europea è, inoltre, membro e principale sostenitore dell’Alleanza per il Sahel, creata per coordinare meglio gli aiuti allo sviluppo esistenti forniti dall’UE stessa e dai suoi Stati Membri.

Per quanto riguarda la sicurezza, l’Unione Europea sostiene concrete iniziative condotte su scala regionale. Ha già fornito una cifra iniziale di 50 milioni di Euro per la creazione di una forza congiunta del G5 Sahel che sia volta a migliorare la sicurezza regionale e a lottare contro i gruppi terroristici. L’Unione Europea è lei stessa un attore cruciale per la sicurezza della regione, visto che è impegnata in tre missioni operative nel quadro della politica comune di sicurezza e di difesa.

 

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Nato a Cuneo nel 1995, ha conseguito il Master of Arts in Studi Interdisciplinari Europei - Major in European History and Civilization presso il College of Europe di Natolin (Varsavia), con una "Mention Excellent (conferred by the authority of the Academic Council)." Ha precedentemente ottenuto la Laurea Triennale in Scienze Internazionali, dello Sviluppo e della Cooperazione e la Laurea Magistrale in Scienze Internazionali - Profilo in Studi Europei, nel cui ambito ha altresì ottenuto il Diploma Interdisciplinare in Migration Studies, presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell'Università degli Studi di Torino. Fondatore di "Italy in Natolin," la Society delle studentesse italiane e degli studenti italiani al College of Europe di Natolin, è responsabile culturale del giornale "La Regionisto," che si occupa di analizzare il ruolo delle regioni nel processo di integrazione europea.

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