Il nucleare europeo tra investimenti e futuro energetico secondo il CESE

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Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha adottato un parere in cui riconosce all’energia nucleare un ruolo centrale nel mix energetico pulito necessario all’Unione europea per eliminare progressivamente i combustibili fossili e raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione.

Secondo il CESE, il nucleare garantisce elettricità sicura, affidabile e a basse emissioni, essenziale per la stabilità della rete e per la transizione industriale, a beneficio di settori tradizionali come acciaio e cemento e di nuove attività come i data center. L’industria nucleare europea supporta oltre 1,1 milioni di posti di lavoro e rappresenta una filiera strategica quasi interamente basata nell’UE.

Il parere, presentato durante la sessione plenaria di dicembre, analizza l’8° Programma illustrativo nucleare (PINC) della Commissione europea, pubblicato nel giugno 2025. Il PINC, che la Commissione è tenuta a pubblicare periodicamente consultando il CESE, fornisce una panoramica delle esigenze di investimento nel nucleare a fissione e fusione lungo tutto il ciclo di vita, contribuendo al dibattito sulla neutralità climatica dell’UE entro il 2050. L’8° PINC, in particolare, prevede investimenti di circa 241 miliardi di euro entro il 2050 per mantenere attivi i reattori esistenti, costruire nuovi impianti e sviluppare tecnologie innovative come piccoli reattori modulari, microreattori e la fusione.

Il CESE critica però il PINC per la mancanza di un piano concreto sugli investimenti e chiede alla Commissione misure normative e finanziarie chiare, procedure più rapide e accesso ai fondi UE, applicando al nucleare gli stessi incentivi delle rinnovabili. Sottolinea inoltre l’importanza di un dialogo trasparente con la società civile per garantire fiducia e legittimità nelle scelte energetiche.

Per saperne di più: Nuclear energy key to decarbonising Europe, says EESC

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Giulia Cattero
Ho 28 anni e sono appassionata di geopolitica, difesa e sicurezza. Ho dedicato il mio percorso accademico alla comprensione delle dinamiche internazionali: dopo la laurea triennale in Scienze internazionali dello Sviluppo e della Cooperazione, ho conseguito la magistrale in Scienze Strategiche presso la SUISS di Torino. Ho conosciuto Apice per caso, ma l’entusiasmo e l’impegno che animano l'associazione mi hanno conquistata fin da subito, spingendomi a restare e a dare il mio contributo attivo.

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